Estratto dal Bollettino

Alcuni estratti dal Bollettino Boshi, la newsletter di Emmaboshi alla quale non ti pentirai di esserti iscritto.

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95° Bollettino - Idolo

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L’altro giorno scrollavo Instagram quando vedo che uno dei miei idoli grafici pubblica una foto strana, che stonava con il suo solito piano editoriale. Era una foto di una statua in bronzo della fontana del Nettuno di Bologna, ecco perché mi sembrava strana.
Lui è californiano, 66 anni, con un suo posto nella storia della grafica mondiale, iniziatore dello stile grunge rovinato, con una sua masterclass all’interno di masterclass.com insieme a gente come Gordon Ramsey o Steph Curry. Uno a cui mi sono ispirato parecchio, soprattutto all'inizio.

D’impulso commento sotto la sua foto «Bologna??» con due punti esclamativi di modo che fosse chiaro che non stavo solo cercando di indovinare la città, come avrebbero fatto tanti altri, ma stavo anche manifestando stupore.

Torno alla mia giornata, ma con un ronzio nella testa. David Carson potrebbe essere passato da Bologna, che storia. Improvvisamente mi mette like e addirittura commenta «@emmaboshi yes!».

Inizio a surriscaldare: David Carson ha interagito con me, per me una cosa già da raccontare allз nipotз.

A questo punto mi faccio coraggio e commento dicendogli se ci becchiamo per un caffè, cosa c’è di più italiano di beccarsi per un caffè? Top, sto già pensando a quale bar scegliere per fare bella figura, un posto con l’aria condizionata, oppure con i tavolini fuori, il sogno di ogni turista americano, ma ci vuole un posto dove non ci siano troppi piccioni che grufolano, ma neanche troppo pochi.

Fatto sta che gli dico anche se preferisce posso portarlo anche a bere un cosiddetto aperitivo (sic) e mentre pubblico rifletto sull’effetto sudorifero di emozione + alcool + caldo letale.

Torno alla mia giornata ma non riesco più a pensare a niente. Rischio di incontrare di persona uno dei miei idoli viventi. Cioè, ci siano seriamente concrete possibilità che ciò possa avvenire. Non riesco a pranzare, sudo, penso a quali frasi dire in inglese, mi agito pensando che non potrò governare le sfumature di senso che uso di solito in italiano per convincermi di stare conducendo la situazione. Perché sì, dopo che ho proposto io a David Carson in persona di beccarci, dovrò poi essere io a fare il disinvolto land lord che accompagna il viaggiatore venuto da lontano all’interno delle proprie piantagioni.

Improvvisamente commenta «@emmaboshi sounds good. Where are u?».

È la fine. Si starà aspettando che io sia subito disponibile? Mi devo organizzare. Gli scrivo che gli mando un messaggio privato e così faccio. Gli scrivo che lo raggiungo dove vuole quando vuole, ma per fortuna o purtroppo per tutto il resto del giorno non risponde.

Sollevato dal silenzio mi sveglio stamattina e trovo un suo messaggio diretto di mezzanotte che dice: «Ohhhhh I’m not there right now….. Rain check pleeeeez!»

Mi domando se non so scrivere in inglese (probabile) oppure se lui, come molti sessantaseienni, non ha familiarità con la comunicazione asincrona. Allora mi concentro sulla seconda parte «Rain check pleeeeez!» e penso che mi stia dicendo di controllare la pioggia per favore!

Rispondo che mi piacerebbe un grande acquazzone perché siamo in siccità da mesi ecc, ma vengo a sapere che rain check in realtà vuol dire «rimandiamo, riprogrammiamo». Annullo immediatamente l’invio del messaggio sulla siccità! Non l’avevo mai sentito dire.

Si riapre la partita! Non sono più al sicuro! Rischio di doverlo/poterlo incontrare di nuovo (dovrei essere eccitato invece). Non posso tirami indietro, perché lo so che me ne pentirei, allora gli srotolo di nuovo tutte le mille possibilità di intrattenimento enogastronomico bolognese.

Per fortuna da qualche ora ormai tutto tace. Sono salvo e ce l’ho messa tutta. Lui sarà pieno di cose da fare, è una star internazionale della grafica, magari si trova già a Dublino o Dubai, chissà.

Chissà cosa mi succederebbe al cospetto dell’Estetista Cinica :-)

A te è mai capitato qualcosa del genere con unə dei tuз idolз?

PS. Il post di David Carson è questo.
PPS. Carson è davvero a Dubai ora. LOL

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Ma veniamo alla lista numerata più imbarazzata del webbe:

  1. Quando un anno fa mi contattò il Festival Biblico fui lusingato e sorpreso. Come saranno arrivati a me? Beh tramite questa newsletter, ci credi? Vedi che pubblicare funziona? Oggi posso finalmente condividere con te il racconto dell’interno progetto di rebranding che abbiamo curato per il loro festival. Dal radicale redesign del logo ai format per la comunicazione visiva. Guarda il progetto completo e fammi sapere che ne pensi.
  2. Un altro grande progetto, iniziato ancor prima del Biblico e concluso in queste settimane, è il progetto dell’identità visiva della Ciclovia del Santerno. Si tratta di un percorso per ciclisti e pedoni che si snoda per 44km ai fianchi del fiume Santerno in provincia di Bologna. È un progetto speciale perché attraversa la città dove sono cresciuto, ovvero Imola, e so che ad esempio mio padre ne è un utente assiduo. Ecco che finalmente siamo riusciti a raccontarti il progetto per esteso. Guardalo qui.
  3. Sono stato in un locale carino tutto agghindato come un bar anni 60. Al suo interno ho trovato un vecchio telefono a gettoni che ho fotografato e mi ha ispirato questa grafica.
  4. Continua la rubrica dove parlo di designer e artisti importanti per me, negli ultimi post ti ho raccontato del lavoro di Vignelli, Carson (non per dire), Glaser e quello di Fortunato Depero.
  5. In queste settimane, erano tipo 5 o 6 settimane che non ti scrivevo, sono usciti anche due episodi dello Sfoglialibro, la rubrica che risponde alla domanda «Ma quella dietro di te è una vera libreria o è uno sfondo?»:
    1. Don’t make me think di Steve Krug un libro fondamentale per progettare bene un sito internet.
    2. Tying the perfect parcel il libro di Rosemarie Jarski che ti insegna a fare qualunque cosa. Qualunque.
  6. La mia passione per i libri si unisce a quella per il vintage nella rubrica «Grafica del mercatino» dove in questo episodio ti mostro il meraviglioso annuario del 1929 del Touring Club Italiano.
  7. Quanto sono belli i manifesti delle sagre? Crescendo in provincia ne ho visti tanti e sono sempre rimasto affascinato da quella grafica spontanea, leggibile anche da chi fa le rotonde ai 150 con le auto smarmittate. Gli ultimi che ho visto mi hanno ispirato questi remix pazzereli.
  8. Ho dimenticato di mostrarti alcuni ricordi del primo UX day a Faenza, una conferenza fighissima dove si parla di progettazione web fatta come si deve.
  9. Ti ricordi Emmaboshi collection? Beh, essa vive! E viaggia anche più di me. In queste foto puoi vedere una T-shirt dedicata alla rotella del telefono a rotella, sotto al ponte di Manhattan.
  10. Wade and Leta sono un duo di artisti di Brooklyn (e di dove altro?) che fa (cito testuale) musica per gli occhi. Effettivamente vedendo il loro sito i miei occhi hanno goduto.
  11. La mia amica e stimata Alessandra Farabegoli è sbarcata con un corso di Email strategy su Domestika. Già solo vedere il trailer mi ha gasato. Chissà se prima o poi non avrò anche io un corso di identità visiva.
  12. Sono 15 anni che è uscito l’iPhone e questo thread Twitter di uno dello staff, mostra alcune foto di repertorio e alcuni aneddoti. Indovina che tipo di persone erano al vertice? Ad ogni modo, bella lì, non potrei vivere senza quell’oggetto magico.
  13. A quanto pare esiste un font specifico (il Neutra face) con cui scrivere i numeri sulle case dei quartieri gentrificati americani. Vice US ne parla in questo articolo.
  14. Angolo nerd: come fa Netflix a trasmettere una grana così dettagliata su video iper compressi? Non lo so bene, ho provato a leggere questo articolo dove se ne parla ma poi mi sono addormentato (stai ancora guardando?)
  15. Spulciando tra i conteuti dello Smithsonian Museum mi sono imbattuto in questo video trailer per una mostra sulla Conflict Kitchen, che è stato un chiosco di cibo a Pittsburg che serviva cibo di paesi in conflitto con gli Stati Uniti (tipo Afghanistan, Cuba, Iran, North Korea, Palestina ecc). Ogni tot mesi cambiava nazionalità di cibo. Era una sorta di perfomance art, dove però potevi mangiare. Avevano la carta da imballo dei cibi con sopra scritti i testi critici. È ancora online il loro sito.
  16. Qualche tempo fa ti parlavo di Cicalone e dei suoi video. Ogni tanto continuo a guardarmeli, gira per i quartieri cosiddetti popolari e le zone malfamate della città, parla con le persone, ti mostra uno spaccato di vita delle nostre città che altrimenti non vedresti. L’altro giorno ho guardato Roma Termini ma non sono riuscito a finirlo. Troppo peso. Vale comunque la pena guardarci.
  17. Ma ti voglio lasciare con una chicca positiva: 50hacks.co sembra raccogliere 50 consigli per lavorare meglio ed essere più produttivз (o meno rammollitз, vedi tu). Il più votato al momento è «Say no without any explanation.» LOL, bellissimo.

94° Bollettino - Bibliotecaria

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Ti voglio raccontare questa storia che mi ha molto colpito: l’altro giorno ho incontrato per caso la bibliotecaria delle mie scuole superiori. Era da venticinque anni che non la vedevo, o meglio, qualche volta l’ho intravista da lontano, ma non avevo mai interagito, non si ricorderà mai di me.

Così l’altro giorno ci incrociamo sotto un portico affollato, io la riconosco perché praticamente è identica all’epoca, ma lei naturalmente non mi può riconoscere. Ai tempi della scuola avevo i capelli lunghi fino a metà schiena, gli occhi pieni di fiducia. Inoltre lei era la nostra bibliotecaria, una sola persona, noi studenti eravamo un variopinto branco di capre puzzolenti.

L’Istituto Statale d’Arte a Bologna (detto ISAB) era una scuola particolare: aveva sede in centrissimo, all’interno di un ex convento schiacciato tra una ex chiesa e il liceo classico dei fighetti ad alto reddito. C’erano torri, cortili, palestra con il soffitto a volte, statue e graffiti dappertutto, aule con soffitti alti nove metri, un luogo meraviglioso che negli anni Novanta era come vivere un rave all’interno di un monastero abbandonato.

In questo brodo acido sono entrato quattordicenne di provincia con la riga in mezzo e sono uscito diciannovenne con la coda.

Tra le innumerevoli propaggini poco esplorate c’era anche una misteriosa ‘cripta’, una vera cripta sotto terra, dove trovava il suo spazio una preziosissima biblioteca di libri e riviste d’arte. La biblioteca era a ‘scaffale chiuso’ ovvero se volevi un libro o una rivista dovevi chiedere alla bibliotecaria di aprirti gli scaffali, a quel punto potevi curiosare tra i libri.

Questo spazio era gestito da una sola persona: la Bergonzoni, una minuta e distinta signora, che riusciva a sopportare noi adolescenti ribelli e l’isolamento forzato sotto terra. Era bianca cadaverica, ma sempre sorridente.

A frequentare la cripta c’eravamo solo io, lei e qualche altro strano essere come noi attrattз dai libri.

La Bergonzoni in quegli anni ha avuto un ruolo cruciale. Con pazienza e comprensione ha preso me e i miei tumultuosi 17 anni e mi ha indicato un sentiero che, con i miei capelli davanti agli occhi, non vedevo. Era A KURTURA!!! I LIBBRI!!! EEE COSE DA SAPE’! Scusa dovevo sdrammatizzare un po’ altrimenti mi commuovevo.

Mi ha suggerito dei libri, me li ha dati in prestito (hai capito che figata le biblioteche?!?), non mi ha sgridato troppo quando li riportavo in ritardo e me ne consigliava degli altri.

Insomma l’altro giorno l’ho beccata per strada e tutti questi pensieri che ti ho scritto mi sono passati davanti come un flash. Allora l’ho fermata e gliel’ho detto. Si ricordava di me! L’ho ringraziata per il suo lavoro, per la direzione che anche grazie a lei ho imboccato. Si è commossa e mi ha detto che visiterà il mio sito per vedere i miei lavori, chissà se le piaceranno.

E tu invece, hai avuto qualcunə che ha cambiato la direzione della tua adolescenza e ti ha portato a essere quel che sei oggi?

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Ma veniamo all’elenco numerato più indirizzato del webbe:

  1. Qualche settimana fa sono stato al Salone e ho raccolto alcuni stampati bellini. Ti racconto tutto in un video che ho pubblicato su YouTube Un grafico al Salone 2022, dura 4:33, il tempo perfetto di una sosta sul water.
    1. Quando ero in giro per Milano ‘ho fatto anche queste storie’ su Insta.
  2. Ho pubblicato il progetto di identità visiva che ho curato per lo studio Tracce, uno studio di architettura e ingegneria. L’icona è una T disegnata a mano da me, una traccia di terra, anche i colori sono quelli della terra. Guarda il progetto completo.
  3. Ho raccontato su Insta una artista che ha avuto una grande influenza su di me e non solo su di me (vedi Olimpia Zagnoli e Giorgia Lupi per citarne alcune). Si tratta di Sonia Delaunay, guarda il post in cui ne parlo.
  4. Un grande progetto durato anni, con partenze e pause, è il progetto di branding e webdesign per Guido, la libreria di corsi online di marketing fondata da Enrica Crivello e Ivan Rachieli. Qui trovi il progetto completo.
    1. Hanno anche parlato di me e del nostro lavoro insieme in questa puntata del loro podcast in cui paragonano il mio ruolo al ruolo di Nala nel Re Leone.
  5. Sono stato a Reggio Emilia a vedere alcune mostre del festival Fotografia Europea e te le ho riassunte in questo reel su Insta.
  6. L’ispirazione, questa sfuggente nuvoletta, come trovarla? Come richiamarla quando c’è bisogno? Ho raccontato alcune mie tecniche su invito di Nicole Zavagnin per la sua newsletter qualche mese fa. È stata così gentile da consentirmi di pubblicare il testo anche sul mio blog: Ispirazione selvatica e dove trovarla.
  7. Sono stato allo UX Day di Faenza e in un talk che parlava di accessibilità si è parlato anche di accessibilità linguistica portando il buon esempio della provincia di Bolzano che ha una versione in lingua facile del suo sito.
  8. Magari sei tra i trenta milioni di persone che l’hanno già visto, ma io l’ho scoperto solo ora. Hai presente quella musica che mettono di sottofondo prima dei concertoni giganti? Beh a quanto pare si mette spesso Bohemian Rhapsody dei Queen e capita che la folla oceanica inizi a cantare. Brividoni!
  9. Il giubileo della Regina, 75 anni di regno, ok. Sul canale YouTube ufficiale della Royal Family hanno pubblicato questo delizioso sketch (sì uso la parola delizioso ok?) tra la regina e Paddington il TENERO ORSETTO.
  10. Essere creativi è un privilegio economico? Se lo chiede Alessandro Sahebi in questo lungo pezzo che NON ho letto ancora, ma che credo sia interessante. Anzi se lo leggi e me lo riassumi mi fai un piacere :-)
  11. Instagram ha ora un suo font, Instagram Sans, e qui raccontano il perché e il percome.
  12. Ho visto un video dove un architetto analizza le bellissime architetture di Grand Budapest Hotel
  13. Occhiali assurdi, molto berlinesi, se un giorno andiamo al Barghain ce li mettiamo: Koboraum
  14. Ho ribeccato on line uno dei miei grafici idoli di inizio anni duemila. Ho divorato le sue immagini e il suo stile all’inizio del mio lavoro: THS Thomas Schostok
  15. Archivio di grafiche arabe, bellissimo vedere le varianti di stile calligrafico. È un account su Insta.

93° Bollettino - Diciamo

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Sto leggendo La valle oscura di Anna Wiener (Adelphi, 2020), il racconto leggermente romanzato della sua esperienza di lavoro nelle aziende tecnologiche della Silicon Valley.

È scritto benissimo, cioè ogni parola è quella che vorrei leggere, non è mai banale, una scrittura tagliente e concisa, sarcastica quando serve. Esattamente come vorrei scrivere qui per te.

Ad esempio quando Wiener racconta i colori della camera che ha preso in affitto su AirBNB usa l’aggettivo ‘sgargianti’, una parola bellissima, sicuramente più interessante di ‘brillanti’ che avrei usato io.

Ci sono dei periodi in cui mi piace più leggere che scrivere, e più leggo più penso di non sapere scrivere. E meno scrivo meno penso che a te faccia piacere leggere quello che scrivo.

Nel mio lavoro di grafico libero professionista (ma credo anche nel tuo), presentare le idee è un momento cruciale, e presentare vuol dire descrivere nella maniera più efficace. In questi vent'anni sento di essere diventato abbastanza bravo, ma a volte, durante le call, mi annoio di me stesso ascoltando l’insicurezza che si impossessa di me e mi fa ripetere trenta volte lo stesso concetto. Finisco per dire mille volte la parola «diciamo» mentre cerco di trovare la metafora più sagace.

Capita anche a te? Hai una parola-riempitivo che metti a coprire le indecisioni?
Fammelo sapere, così ci sentiremo meno solз.

Ma vediamo all’elenco numerato che tanto fa parlare si sé:

  1. Ho iniziato a condividere i designer importanti per me, a gruppi di 3 alla volta e ho iniziato con questi tre. Li conoscevi già? Ti ispirano?
  2. Conosci Toilet Paper? La mitologica rivista fotografica d’arte di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Qui in studio ne ho cinque o sei numeri e ho pensato fartene vedere alcuni pezzi in questo reel.
  3. Ho riesumato un progetto che era nato come pagina Facebook; si tratta di Loghi sulle chiavi e sì, colpo di scena, parla proprio di piccola grafica fusa nel metallo delle nostre chiavi. Ho raccolto alcune fotografie in questo post. Ci sono loghi pazzeschi. Dà un’occhiata anche alle tue chiavi e mandami quelli più interessanti.
  4. L’anno scorso ho partecipato ad un panel sui font al CSS day dove ho parlato di variable font, font come elemento caratterizzante dell’identità visiva, grafica verso il pubblico e grafica verso i dipendenti, dove trovare i font. Il riassunto dura 8:38, guardalo sul mio YouTube (sei già iscrittə?).
  5. Ho letto un articolo super interessante composto interamente in Comic Sans e che parla proprio di Comic Sans: Comic Sans is a good typeface, actually. Come sai è facile fare umorismo su chi utilizza questo font a sproposito, ma ci sono circostanze in cui un carattere così irregolare, in cui ogni lettera è molto diversa dalle altre (caratteristica che agli occhi di noi designer genera confusione), aiuta chi ha difficoltà nella lettura come le persone affette da dislessia e discalculia.
  6. Nicole mi ha fatto scoprire un sito che già dal nome spiega bene cosa fa. reallygoodemails.com raccoglie email ben fatte da ogni tipo di settore. Se ho capito bene è anche un plugin di Gmail che ti aiuta a salvare e catalogare le email che ti interessano. Insomma, utile sia per consultare email di marketing ben fatte sia per salvarti le tue.
  7. DALL·E 2 è un sistema che genera di immagini realistiche a partire dal linguaggio naturale. In pratica tu scrivi «Una ciotola di zuppa che sembri un pianeta dell’universo in stile poster anni ’60» ed effettivamente l’immagine che genera spacca. Guarda tu stessə
  8. Ormai dò per scontato tuttз abbiamo visto Boris, ma sbaglio, perché ad esempio Camila non l’aveva né visto né sentito. Benissimo per lei e per te, se non l’hai mai visto: ci sono tutte le puntate su YouTube! Ora non hai più scuse
  9. ho visto un video in cui chef Junichi Matsuzaki del rinomato Noz 17 di New York mostra tutti gli strumenti nella cucina del suo ristorante.
  10. Non ricordo se ti avevo già parlato di Every Noise at Once, un sito dove puoi ascoltare un campione di qualsiasi genere musicale del mondo. Se pensi di saperne di generi musicali ti basta andare su questa pagina e scoprire, se mai ce ne fosse bisogno, che non sappiamo che una briciola. Ad esempio ti indendi di tico judaica kompa chretien folk indonesian folk australian cha-cha-cha dutch?
  11. Sai che adoro la serie Seinfeld, ma trattandosi di una sitcom degli anni novanta a ogni battuta ci sono le risate registrate (anche se credo che le loro risate fossero registrate ‘dal vivo’). Una anima pia ha fatto un esperimento e ha rimosso le risate, l’effetto è straniante e bellissimo: qui vedi uno sketch.
  12. Se anche tu usi Mac ti potranno interessare questi 16 consigli per usare meglio il Finder. Quanti ne conoscevi già? Io solo alcuni.
  13. Positional è un nuovo marchio italiano che produce cose belle di carta e di stoffa. Purtroppo il sito è inusabile come tutti i siti hipster alla moda, ma vale comunque la pena farci un salto. Quando volete fare un sito bello E usabile parliamone.

92° Bollettino - Gap

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Sono ormai due mesi che lavoro insieme a Camila (classe 1998) e il flow dello studio sta andando alla grande, ma la cosa più divertente è quando le chiedo se conosce cose-o-artistз che io (classe 1980) dò per scontatз. Immagino sia una cosa comune che siamo portati a fare quando abbiamo a che fare con qualcunə che, gioco forza, non ha i nostri stessi punti di riferimento culturali generazionali.

È talmente un meme questa cosa del «Ma davvero non conosci «taluno o talaltra»?» che abbiamo creato una card su Trello dove ce le appuntiamo tutte. La card si chiama «Cose che Camila non sa», ma poi è nata anche la card «Cose che Emma non sa». Immediatamente abbiamo dovuto dividere le liste in «Persone che conosce, ma non riconosce al volo» da «Persone che non conosce affatto».

Artisti che conosce, ma non riconosce al volo:

  • Bob Marley
    • Siamo entrati in un posto un giorno e c’era tipo una canzone famosissima e le ho chiesto «Questo?» e lei «No»
  • Bob Dylan
    • Stessa musica
  • Spike Lee
    • Sa che esiste, ma non ha mai visto un film. Va bè qui ci sta, conosco tanta gente che
  • Doors (Dice che suo padre sarebbe molto arrabbiato se sapesse che non li riconosce al volo)

Artisti che non conosce affatto:

  • White Stripes
    • Ho dovuto usare l’escamotage della canzone che poi è diventata famosa negli stadi
  • Michel Gondry
    • che poi è correlato alla voce precedente cioè, regia e ideazione di due video stupendi per i loro brani:
      • Hardest Button To Button (2003) cioè voglio dire, si può essere dei geni del genere?
      • Fell in love with a girl (2001) tutto fatto con i Lego, realizzato insieme a suo figlio, ma non semplificato anzi, in alcune scene è surreale l’effetto 3D.
    • Di Gondry ho un DVD bellissimo che si chiama The Work of Director Michel Gondry (2003) dove ci sono tutti i suoi video, si vedono alcuni backstage, si vedono anche dei corti assurdi che girava prima di diventare famoso. Camila, prendilo pure, poi me lo riporti.
      • Cioè tipo lui ha fatto il video di Around the world dei Daft Punk, voglio dire.
  • Arcade Fire
    • Beh questo mi ha colpito perché pensavo fossero un gruppo ‘giovane’ e invece è un gruppo per noi quarantenni. Vabbè ti consiglio di iniziare come me ascoltando Neon Bible del 2007.
  • Kruder e Dorfmeister
    • due Dj austriaci che hanno fatto varie cose da metà anni Novanta. Cami, ma anche tu, ti consiglio di iniziare come iniziai io con DJ-Kicks: Kruder & Dorfmeister (1996) e con The K&D Sessions (1998) (questa è una playlist di Spoty che assomiglia a quel disco, che a quanto pare, non è presente in originale su Spoty)
    • Vabbè poi ho segnato gli Offspring e Cicalone, ma non sto a dilungarmi ora.

La cosa divertente è la card con i personaggi che invece sono io a non conoscere/apprezzare:

  • FKA Twigs (l’ho ascoltata qualche volta ma non mi ha preso)
  • Grimes (fino a ieri pensavo fosse la stessa cosa di FKA Twigs)
  • Peggy Gou (dj producer di musica house)
  • The OC (una serie TV che è emersa forse quando io avevo già smesso)
  • Mamme pancine (ma che roba è?)
  • Follettina creation, anche detta “quella dei barattoli della calma” (WAAAAT?)

Credo che anche a te, Camila, sia capitato di avere conversazioni con altre generazioni, le più divertenti sono ovviamente con le generazioni più giovani, e trovare alcuni legittimi scollamenti tra i rispettivi repertori culturali.

Raccontami quelli che hai incontrato tu.

Ma veniamo all’elenco numerato più dissociato del webbe.

  1. Ho pubblicato il progetto Wando, una identità visiva e UX/UI design per una app per ordinare cibo a domicilio in provincia.
  2. Come possiamo guardare alle cose con uno sguardo creativo? ECCHENESO! No scherzo, in questo post sul mio blog ho provato a dare qualche spunto e ho raccolto un paio di appunti visivi su ispirazioni trovate in giro. C’è anche un post su Instagram (mi segui su Instagram vero??)
  3. Gironzolare per mercatini già di per sé sarebbe una bellissima attività, ma se ci aggiungiamo la componente di ricerca visiva allora diventa una vera figata. Ho fatto un video in cui ti mostro alcune chicche grafiche che ho trovato di recente al mercatino: questi cataloghi anni 60 di apparecchi radio e TV. Mi segui su YouTube vero??
  4. La grafica è dappertutto e non mi stancherò mai di dirlo. L’altro giorno vagando per il centro di Bologna ho trovato un sacco di scatoloni in giro con dei loghi bellissimi. Li ho fotografati e diventati subito fonte di ispirazione per questi esperimenti.
  5. Nella vita del freelance creare e presentare delle offerte economiche ai clienti è una attività cruciale. Il 15 marzo ne ho parlato al Granata di Bologna in occasione di un evento Bologna Front End e questo è il video della serata dove racconto la mia esperienza di grafico e descrivo alcuni consigli che hanno migliorato la mia vita professionale. Vieni anche tu al prossimo Bologna Front End? Sarà a maggio, è gratis e si fa un sacco pièrre. Iscriviti alla newsletter di BFE per restare aggiornatə. Tra l’altro la scrivo io.
  6. La mitologica Fiera del Libro per ragazzi di Bologna è tornata in presenza dopo due anni di sospensione pandemica. Mi ci sono precipitato per prendere ispirazioni nello stand coreano e in tanti altri, oltre che ribeccarmi con amiche illustratrici che non vedevo da tempo. In questo post sul blog ho raccolto un sacco di foto e in questo reel di Instagram altri appunti visivi.
  7. Ho raccontato il mio metodo per creare delle slide che funzionano in questo post del blog, dove ti racconto le regole base che secondo me possono rendere le slide memorabili (e usabili) utilizzando la mia presentazione.
  8. Sono tornato anche al CSS Day in presenza, la mia conferenza di front end preferita dove imparo cose che riguardano lo sviluppo web, figate come l’ottimizzazione estrema delle immagini per migliorare le performance di caricamento delle pagine web, o altre cose assurde ma che servono a capire meglio come pensando e si comportano gli sviluppatori nel loro habitat naturale. Per cui se ti va leggi questo micro report che ho scritto sull’esperienza.
  9. Ma la grafica delle carte dei cabaret di paste? Quanto è bella? Forse in realtà mi faccio influenzare dalla dipendenza da zucchero che fa sì che quando vedo il vassoio impacchettato e infiocchettato (hai notato la sciatteria di molte pasticcerie di oggi che NON infiocchettano più il vassoio? Dove andremo a finire…). Ho poi scoperto, grazie ad un boshimane, che esiste una pagina Instagram dedicata all’argomento. Mi sono ovviamente subito iscritto.
  10. Ho anche fatto una diretta IG in cui ho risposto ad alcune domande che mi avete posto sulla gestione del cliente e del business. Se ti piace Instagram puoi riguardare la diretta qui, oppure se ti piace in orizzontale ho fatto una versione tagliata e pettinata per YouTube.
  11. Ora basta parlare di me, ecco qualche link interessante. Volevo estrarre qualche perla da questo articolo di Smashing magazine Web Design Done Well: Perfectly Pointless che raggruppa tanti siti pazzerelli, senza senso e stupendi, ma poi ho pensato che sarebbe stato bello farteli vedere tutti.
  12. Quando faccio prototipi veloci per interfacce web, o app, a volte mi servono delle immagini scontornate. Soprattutto se si tratta di un ecommerce, la classica foto del prodotto su bianco. Vado su Google immagini e ne trovo mille di foto giuste, ma a me serve col fondo trasparente, e in fretta. Tanto è solo una immagine segnaposto, non quella finale. Ho trovato questo semplice tool online che ti fa un png trasparente. Indovina come si chiama? Create transparent png.
    1. ps hai visto la serie Transparent? Bellissima, si trova qualche stagione su Prime Video
  13. Cataloghi di caratteri tipografici in legno di fine Ottocento scansionati e digitalizzati per il nostro sollazzo visivo.
  14. warholcoverart.com è un blog che raccoglie le copertine di dischi create da Andy Warhol
  15. If This Than That (abbreviato IFTT) è un servizio web che ti permette di creare delle automazioni tra app. Vabbè è un figata, ma la cosa ancora più bella è che ti offrono anche delle automazione (chiamate Applets) già fatte. Questa per esempio ti manda una notifica quando l’International Space Station passa sopra casa tua. Scusa ma il testo descrittivo è «It’s a bird? It’s a plane? No — it’s the ISS!», quanto li amo.
  16. Momento TikTok:
    1. canzoni dei Migos rifatte cantando dei prezzi della benzina.
    2. i meme basati su Giorgione mi fanno morire. Giorgione non il pittore, ma un cuoco del canale del Gambero Rosso

91° Bollettino - Tira lampo

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Amo le mie giacche, o si chiamano forse giubbotti? O giacconi? Sai che non ho mai capito la differenza tra giubbotto, giaccone, giacca, cappotto o, come di dice a Bologna, il giachino. Fatto sta che sono affezionato ai miei giachini e mi scoccia parecchio quando succede qualcosa a qualcuno di loro. Ad esempio una delle cose che mi capita più spesso è che si formino dei buchi all’interno delle tasche, cioè alla fodera dentro le tasche. Ci si infilano dentro burri (!) cacao o altre micro cose che rimangono lì in quel limbo, tra il rivestimento esterno del giachino e l’interno, e ci rimangono per anni. Diventano quasi parte del giachino stesso.

L’altra cosa che mi butta giù è quando si rompe quel «coso appeso alla zip che serve a tirare su o giù», non saprei come chiamarlo meglio. Hai presente? Quando succede sto per un po’ senza e tiro su e giù la zip usando solo il 'cosino della zip', quello di metallo, rendendomi immediatamente conto che il «coso appeso alla zip che serve a tirare su o giù», contrariamente a quanto uno potrebbe sospettare, è davvero utile allo scopo. Allora provo alcune soluzioni punk, tipo una graffetta, quelle grandi, risultato: squatter. Intrigante per certi versi, imbarazzante per altri. Provo anche altri oggetti tipo cordini vari, ma il risultato è sempre Mauro Corona.

Proprio qualche settimana fa allora, preso dallo sconforto, ricevo una soffiata anonima: «perché non provi ad andare in merceria? Vedrai che hanno qualcosa».

Vado, non sapendo neanche bene come spiegare la mia necessità di quel «coso appeso alla zip che serve a tirare su o giù», ma la cosa bella è che (al contrario di quel che avviene in ferramenta dove il mio essere maschio bianco etero cis fa subito scattare il ferramentista in modalità 'scontro tra maschi alfa che si scornano per il dominio del territorio', ma tienitelo il tuo territorio, chissene, io voglio solo tornare a casa a guardare Seinfeld) beh dicevamo, sono in merceria dove un commesso gentilissimo, trovandosi di fronte me, ovvero un pacifico esemplare anti-alfa, mi tratta con grande cortesia e al mio «Ciao, stavo cercando quel ‘coso appeso alla zip che serve a tirare su o giù’» lui senza alterare il battito cardiaco mi dice: «Ma certo, una tira lampo, guarda qua». Tira fuori mille tira lampo (una più brutta dell’altra, ma questo è un altro discorso).

Disarmato dalla quantità di precisione racchiusa in un termine così lineare e chiaro come tira lampo, mi tuffo sul bancone e lo abbraccio fortissimo (senza consenso, sorry) ringraziandolo in lacrime di avermi fatto scoprire una parola così precisa e concisa per indicare tutta la serie di emozioni complesse che il «coso appeso alla zip che serve a tirare su o giù» porta con sé.

E tu invece? Qual è quella parola precisa che da quando l’hai scoperta hai potuto evitare di fare quei giri pindarici di parole tipo questo che sto scrivendo in questo preciso momento?

Scrivimelo! :-)

Nel frattempo passiamo alla lista numerata più concisa del webbe:

  1. ho pubblicato il progetto di identità visiva che ho realizzato per nuna, una guida tascabile sostenibile composta da 52 carte illustrate da 7 illustratrici italiane bravissime. Guarda il progetto completo.
  2. come sai ogni domenica su Instagram parlo di loghi con la Sunday Logo Review. Se non sai di cosa parlo ho realizzato un microvideo che te lo spiega.
  3. a dicembre scorso ho fatto un talk al Freelance camp in cui raccontavo per sommi capi qual è il mio metodo per preparare e presentare un’offerta. Guarda Il Metodo Boshi: strategie di un graphic designer freelance per combattere la mediocrità (17 minuti).
  4. Dal 14 febbraio siamo in 2 in studio, c’è anche Camila che ha iniziato il suo tirocinio! Qui ho scritto un post per presentartela.
  5. i libri, insieme ai giubini, sono una mia grande passione. Non solo romanzi, ma anche oggetti libro estetici come libri di fotografia, grafica e come il nuovo libro auto-foto-biografico di Spike Lee. Ho fatto un video in cui te lo mostro, il libro ha anche un font custom in copertina ispirato all’anello Love/Hate di Radio Raheem.
  6. Infine ho fatto anche il mio primo mini tutorial gratuito in cui ti mostro come creare una texture da una fotografia per dare personalità ai tuoi progetti grafici.
  7. La collabo tra Gucci e «il tipo che ammirava i treni inglesi su TikTok» prosegue con questi contenuti legati alla Milano Fashion Week appena trascorsa. In questo episodio, sul TikTok ufficiale di Gucci, si vede il giovane inglese che arriva a Milano tutto contento con il suo monopattino rosa e va alla sfilata di Gucci (qui la versione su Instagram, perché lo so che non hai TikTok o lo usi controvoglia perché insomma i balletti e le smorfiosettə quando invece io ci trovo sempre del content interessante, tipo falegnami romagnoli che ti mostrano come realizzano una scacchiera, oppure il meme uobada, uobada, uiiiiiii. No a parte gli scherzi poi un giorno che ci vediamo ti faccio la mia arringa a favore dei creators di TikTok).
  8. Come sai (mi piace iniziare con «Come sai») Mateusz Urbanowicz è un illustratore che vive a Tokyo da parecchi anni. Ha pubblicato un libro diventato culto (nella mia bolla, ma magari anche nella tua) che si chiama, l’avrai sentito, Botteghe di Tokyo, dove ha illustrato minuziosamente le facciate, guarda caso, delle botteghe storiche di Tokyo. Sì c’è anche una mostra Tenoha a Milano, ma qui ti vorrei segnalare il suo canale YouTube dove ti fa vedere come disegna passo dopo passo.
  9. La figata di paint.withdiagram.com è che ricrea sul web l’interfaccia di MacPaint, un raster graphics editor developed by Apple Computer and released with the original Macintosh personal computer on January 24, 1984. Ricordo che mio zio Pasquale possedeva (possiede) un Macintosh originale e ricordo anche che i primi esperimenti grafici (si parla boh, dell’inizio anni Novanta?) li feci lì. La differenza rispetto a questo è che i pixel sul Macintosh del 1984 erano grandi come acini d’uva invece ora è tutto sharpissimo.
  10. Alcune foto del International Landscape Photographer of the Year del valgono la pena di una visita su questo sito incredibilmente sciatto dal punto di vista dell’interfaccia grafica. Cioè ma come si fa? Forse è un sito farlocco dài.
  11. Uno dei miei meme fotografici preferiti si intitola «unbothered. moisturized. happy. in my lane. focused. flourishing» e ogni volta che leggo queste parole mentre guardo questa immagine, non so come mai, ma mi si sbloccano tutti chakra.
  12. Chrome ha aggiornato la sua icona, apparentemente di poco, ma se se guardi questo thread di uno degli autori scopri quanta cura si può mettere in una piccola icona.
  13. poi ti lascio con questo sito incredibile, che visualizza, alla maniera brutalista e hipster che va adesso, delle semplici statistiche tipo quanti Big Mac o quante Adidas vengono prodotte all’anno.

90° Bollettino - Cassette

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L’altro giorno spiaggiato sul divano scrollavo, come sempre, quando mi sono imbattuto in un link che raccoglieva diverse grafiche di audiocassette, cioè delle loro copertine, ce n'erano tantissime e BOOM, apriti scatola dei ricordi.

Improvvisi mi sono tornati in mente i pomeriggi liberi dopo la scuola passati a gironzolare all’Ipercoop (sono stato adolescente negli anni Novanta, quando nascevano i primi centri commerciali, a Imola si trattava del roboante Centro Leonardo perché Leonardo a quanto pare in un pomeriggio di noia gli venne lo schizzo di disegnare la pianta della città di Imola. Vai te a capire la vita dei geni), dicevo bighellonavo tra gli scaffali di tecnologia della coop e bramavo tutto quello che vedevo: walkman, cuffiette di spugna, scritte varie sopra i vari walkman (tipo quello che aveva l’avanti velocissimo, oppure il mirabolante AUTO REVERSE, che, lo spiego per te che hai meno di vent’anni, consentiva di non dovere girare la cassetta quando finiva un lato. Ah le cassette avevano due lati, vabbè lasciamo perdere sennò facciamo notte), videoregistratori, VHS vergini (e anche lì c’è tutto un mondo delle grafiche delle video cassette), e radio + mangianastri + lettori cd bellissimi, il mio era della Sharp, quanto l’amavo.

Beh quel link mii ha anche fatto tornare in mente quando mi mettevo lì e registravi quelli che chiamavo con titoli imbarazzanti tipo mistone accattone oppure mistone pastone. Erano dei misti (così chiamavamo quelle oggi sono le playlist, nipotinə miə) divisi su due lati e registrati scrupolosamente, brano dopo brano, su cassetta da 90 minuti (45 per lato) sperando di non arrivare a fine lato con una canzone troncata.

Ah e poi sempre lo stesso link mi ha fatto tornare in mente quando facevo le cassettine speciali per gli amici o per le nuove fiamme, per fargli conoscere una band e/o sperare di fare colpo su di loro.

La cosa bella di questi momenti di flashback improvvisi, scatenati da un impulso inaspettato, è che durano un’istante ma lasciano una scia positiva che dura nel tempo, e magari mi ispira pure sul lavoro. Per quello dobbiamo educare bene i nostri algoritmi e seguire le persone giuste così che arrivino gli stimoli giusti.

Ah non ti ho ancora messo il link con le cassette, eccolo, buon trip.

E tu invece, che ricordi hai con le cassette?
Scrivimelo qui se ti va, oppure fammi vedere una tua vecchia cassetta taggandomi su Insta dove sto già condividendo alcune delle mie cassette e delle vostre.

Ma veniamo alla lista di link più analogica del cucuzzaro:

  1. su insta proseguono le mie Sunday Logo Reviews, ho parlato dei packaging della cioccolata Tony’s Chocolonely e delle etichette dei vini di Franz Haas. Trovi le storie in evidenza sempre sul mio insta.
  2. ho scoperto lo stile illustrativo incredibile di Caspar Wain, l’ho intercettato guardando il bellissimo lavoro di Collins per una compagnia assicurativa che si chiama Next.
  3. non conoscevo Captain Disillusion fino a ieri, quando mi sono imbattuto in un suo video di 7 minuti in cui disamina l’utilizzo del colore, le onde, i colori RGB, gli spettri, roba noiosissima ma che lui rende incredibilmente interessante. Ti dico solo che ha metà faccia dipinta di argento, e ce l’ha in tutti i video, è tipo la sua maschera da super eroe desumo. Non a caso ha più di due milioni di iscritti al suo canale YouTube. I suoi video sono divertenti, veloci, densi, pazzeschi. Inizia anche tu come me da quello sul colore.
  4. figata BoschBot, un bot Twitter che posta un dettaglio del Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch ogni qualche ora. Ogni tanto dichiarano anche di pubblicare qualcosa delle Tentazioni di sant’Antonio. Figata atomica.
  5. bello questo thread del mitico Mr. Bingo sui temperini. Molte risposte, molti temperini belli. Non so te, ma io quando cerco un temperino non lo trovo mai.
  6. in termini di produttività sono lì che ancora mi alterno tra Trello e Notion, amo entrambi, soprattutto Trello che è molto immediato, ma Notion continua a tentarmi, infatti lo sto usando per creare un wiki, una sorta di enciclopedia con tutto quello che è Emmaboshi studio, le mie ispirazioni, i miei canali di comunicazione, i miei argomenti. Siccome tra qualche settimana Emmaboshi studio si ingrandisce, entra Camila, poi te la presenterò, Notion sarà la base del processo di onboarding (e di quello delle future persone che spero andranno fare crescere la Boshi family), Trello sarà il nostro progress quotidiano con la pianificazione del lavoro. In questi giorni ho visto un bel video che spiega uno dei possibili utilizzi di Notion. Finiamola con l’essere disorganizzati ok?
  7. interessante questa disamina dei loghi delle band di black metal. Un giorno voglio fare un logo Emmaboshi così. Oppure meglio ancora scrivere una cosa tenerissima tipo ti voglio bene, ma così. TOP.
  8. Francis Bourgeois l’ho conosciuto su TikTok e forse te ne ho anche parlato, era quello appassionatissimo di treni e locomotive, che faceva video di vero trainspotting. Beh ora è diventato il protagonista della coolissima campagna Gucci x The North Face.
  9. scansione a super alta definizione della Bibbia di Gutenberg, cioè il primo libro della storia stampato con in caratteri mobili, cioè quelli che praticamente insomma ci siamo capiti, la puoi vedere a questo link e zoomare all’infinito, bellissima.
  10. momento TikTok: un tipo che ricrea dei colori utilizzando degli acrilici, tipo in questo video ricrea il colore esatto, ma dico esatto, della sua pelle partendo da tubetti di colore standard
  11. se anche tu come me apprezzi la grafica dei tombini oppure gli account instagram monotematici apprezzerai questo account di sole grafiche di tombini. Ci guardi anche tu quando cammini? La grafica è dappertutto.

89° Bollettino - Sai che assomiglio a

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Hai presente quando ti dicono che assomigli a qualcunə? A me da sempre mi dicono che assomiglio a Checco Zalone, quando va bene assomiglio a Roberto Saviano. In realtà quello che a cui assomiglio spaventosamente è Vitaly Friedman, grande animatore della scena internazionale degli sviluppatori.

Quando qualcunə ti dice che assomigli a qualcunə non sai mai come interpretarla, non riesco a mantenere la questione solo su un livello estetico, ma mi viene da pensare che ci sia anche un giudizio di sorta.

Quando mi dicono Zalone, un genio comico che non smetto mai di ammirare, penso che chi mi dice che gli somiglio mi stia dando implicitamente del becero (la superficiale critica che alcuni gli rivolgono, non capendone invece il grande acume cultural-social-economico).

Quando mi dicono Saviano, autore che stimo perché è riuscito a riportare all’attenzione di massa temi che vogliamo ignorare perché quando ci pensiamo scoppia la testa, poi sì se vuoi è un po’ retorico, melodrammatico, va bene, l’importante è che racconti quel che è faticoso sentire. Quando mi dicono che gli somiglio penso che implicitamente mi si stia dando del venduto o cose simili (altre critiche assurde vabbè lasciamo stare) anziché pensare semplicemente che siamo entrambi pelati.

Con Vitaly Friedman stessa cosa, ma tanto l’unico che conosce Vitaly Friedman (venti chili fa ero identico a lui effettivamente) è solo Decarola.

Non capita anche te di pensare delle cose del negative quando ti dicono che assomigli a qualcunə? A te a chi dicono che assomigli? Fammelo sapere.

Ma veniamo alla nostra impavida lista di fatti e fatterelli del webbe, in primis le cose che riguardano me (non so se noti un certo ego smisurato, beh ci hai preso):

  1. Domani (martedì) ore 19 al Granata di Bologna faremo il venutunesimo appuntamento di Bologna Front End, parleremo di immagini che funzionano bene sul web con ospite il guru della situa: Andrea Verlicchi aka Verlok. È tutto gratuito, tranne le birre, e super utile per conoscere gente giusta (tra cui me medesimo, non per vantarmi, ehehe alitata su unghie e lucidata su maglione, dài così ci conosciamo anche IRL). Scopri di più e iscriviti qui
  2. Venerdì mattina, 17 dicembre sulle 10:45 farò un talk al Freelancecamp online dove parlerò di come presento quello che faccio ai clienti, in particolare come gli presento le offerte economiche. Un capitolo a parte sarebbe come presento la creatività (ma qui basta vedere Mad Men), ultimo capitolo: come presento le fatture (LOL questa è la più semplice). Quindi focus di venerdì sulle presentazioni, che sono un asse chiave del Metodo Boshi e del lavorare meglio. Se ti va di ascoltarmi o di ascoltare chiunque altrə della prestigiosa lineup di professionisti che portano le loro esperienze, puoi iscriverti direttamente qui.
  3. Il calendario Boshi è quasi esaurito, per cui se ne vuoi una copia o 2 comprala qui e ricordati di mettere nelle note del pagamento PayPal cosa compri e dove vuoi che te lo spedisca. Inoltre, non ricordo se ti avevo linkato il video del making of che ho pubblicato sul mio canale Youtube.
  4. su Insta sto ‘producendo un sacco di content’ (ma come parlo?). Prima di tutto, mi segui su Instagram? Se mi segui potrai vedere cose come:
  5. sta per uscire nuna un progetto fighissimo di sostenibilità di zeroCO2 a cui ho lavorato negli ultimi mesi e a cui tengo molto, inoltre è venuto bellissimo (potrei essere di parte nel giudizio). Presto te ne parlerò sul mio sito, raccontandoti tutto il processo creativo per filo e per segno, ma intanto puoi sbirciare sulla pagina web ufficiale del progetto
  6. è uscita una campagna sulla ripartenza di cinema, teatri e locali che ho curato insieme ad Articolture per la Regione Emilia-Romagna. Anche qui presto ti racconterò tutta la storia, ora non ho neanche un link da mostrarti, ma presto avrò qualcosa
  7. Ora iniziano le cose non Boshi-centriche
  8. c’è questa bellissima mappa dell’Italia del 1857 sul canale Old Maps di Reddit, con ancora i regni, i ducati e i gran ciambellani. Se la clicchi la vedi ad alta risoluzione tipo 6000x9000px
  9. McSweeney’s mi fa sempre ridere tanto, a volte è vero, sono un po’ difficili da leggere perché sono scritti in un inglese a volte forbito, letterario o un po’ avanzato, ma questo schema che hanno realizzato è da piangere dal ridere già solo a cominciare dal titolo: Will I have diarrhea. A flow chart. Ti incollo anche i tag che hanno usato per categorizzare l’articolo: Diarrhea, Digestive Systems, Flow charts, Infographics, Poop.
  10. il video omaggio di 2 minuti di Louis Vuitton per Virgil Abloh che era da qualche anno il loro direttore creativo. Bello, toccante, urban, tu potrai dire ruffiano, ma non mi interessa. Poi quando ci vediamo ti spiego perché.
  11. un sito strano e bello, che parla di pane e di come si fa in tutto il mondo, con ricette e grafica un po’ straniante. Bello anche l’url: bread-on.earth
  12. vorrei provare questa app che si chiama Escape e che ti riporta quanti minuti spendi sui vari social
  13. erano anni che Marco Brambilla me ne parlava, mi diceva «guardati i suoi video che spaccano», ma io ero sempre scettico per via del suo stile di disegno così demenziale, ero, lo dico, prevenuto e snob (niente di nuovo purtroppo), ma poi un giorno gli ho dato una chance e ora non ne posso più fare a meno. Ho scoperto in lui tra l’altro una bella persona, che mi piace seguire. Ti linko allora il video che per me è stata la gateway drug, si intitola: iPhone 13 - L’ULTIMA RECENSIONE. Fidati guardalo, non è uno scam
  14. profilo instagram dedicato a luminarie di dubbio gusto: instagram.com/lucidimerda
  15. New G è il primo podcast video di Spotify Italia e l’ho trovato carino, sia perché vedere un video dentro Spoty era strano, sia perché i ragazzi sono giovani, belli e simpatici.
  16. no vabbè qui devi proprio fermare le rotative. Conosci Carmine del Grosso? È un giovane stand up comedian (un comico, mamma) che si è inventato un podcast esilarante travestito da podcast new age. Si chiama Essenza, e anche qui non ti fare ingannare dal titolo, fa sganasciare.
  17. Angolo TikTok, potrebbe richiedere un account, comunque:
    1. Cinni che ascoltano Wonderwall degli Oasis per la prima volta, LOL
    2. Quando esci ad un appuntamento con un light designer potrebbe finire in una figata del genere.
    3. questo tipo che musica un discorso di un urologo creando un mix stranissimo

88° Bollettino - Stima

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Sto iniziando a convincermi che come progettisti non dovremmo mai iniziare un progetto con un cliente che già non ci stimi in partenza. Può sembrare un controsenso, ma non credo lo sia, seguimi.

Mi piace quando qualcuno esordisce alla prima riunione con «ho visto i tuoi lavori e mi sono piaciuti un sacco».
Vedi a cosa serve avere un sito come si deve? E vedi a cosa servono dei progetti fatti bene, e raccontati meglio anche quando il cliente non se lo meriterebbe?

Un esordio del genere non solo disseta il mio smisurato ego, ma mi fa intendere che chi ho davanti VORREBBE davvero lavorare con me. Chi invece arriva e tu sei solo uno qualsiasi a cui chiedere UN ALTRO PREVENTIVO. UN PREVENTIVO?!?! MA IO TI DØ una testata!

Pensandoci però dovrei escludere dalla TESTATA SUL NASO quelli che sì ancora non ti stimano, ma in qualche modo si predispongono a farlo, cioè ti ascoltano, ti fanno domande gentili, annuiscono, ti rispettano e ringraziano per tutti i consigli gratuiti che stai fornendo.

Invece se qualcuno viene da te e non sa quel che fai, chi sei, cos’hai fatto, non è curioso di sapere quel che fai e come lo fai, perché pensa già di saperlo, va dritto e ti chiede UN PREVENTIVO così come entrerebbe in drogheria a chiedere un qualsiasi anti tarme per i maglioni, e io bottegaio che dico «fanno 60.000 tonde, mi scusi non ho il resto, le do anche 400 caramelle» «in cartone?» «no sciolte» (cit). Beh con queste persone è meglio non imbarcarsi o perderemo solo del tempo.

Aspetta però, non fraintendiamo, è ovvio che prima di iniziare un progetto ci vuole un accordo (anche economico) e sono io il primo a spiegarlo quando racconto come lavoro, ma questo accordo si raggiunge con una bella stima (questa volta la parola stima la uso nell’altro significato, quello di previsione).

Io adoro le stime, ma non sono preventivi, sono delle proposte di progetto, di calendario e di compenso. Impegno ore a redigere e mi piace presentarle a voce perché spesso sono composte da venti pagine (e solo alla diciottesima ci sono le cifre che tutti aspettano).

In realtà in questi mesi sto lavorando (tra gli altri) con un cliente che mi sta mettendo un po’ in imbarazzo nel senso opposto: mi sta dando troppa fiducia. Cioè si affida proprio totalmente a me, vorrebbe proprio che scegliessi io la proposta migliore TRA LE MIE!

Nel mio metodo di lavoro non esistono le cosiddette proposte ‘fiacche’ che la classica agenzia inserisce nelle presentazioni di solito dalla posizione 3 in poi pur di fare numero. Tutto quel che propongo mi convince, anzi mi piace proprio. Non presento varianti deboli, ma quante ne ho viste nel mondo delle agenzie. Non biasimo i ragazzi che le producono quelle proposte fiacche, glielo chiedono gli art director, gli account, glie le spremono fuori a forza: immagini da stock, font scelti a caso, copie di copie di idee viste online. Succede, ma non è my cup of tea.

Ma torniamo al cliente che si fida troppo, o che comunque vuole togliersi dall’imbarazzo della scelta. Quando siamo in empasse gli chiedo: ma voi, chi volete essere? Volete essere questi o questi altri? Sono legittime e ottime entrambe le scelte (perché le ho fatte io! Che livello di megalomania), ma dovete prenderla voi.

Questo e tanti altri argomenti del mestiere di designer fanno parte del Metodo Boshi, se ancor non lo sei, iscriviti alla newsletter dedicata, l’ho chiamata Metodo Millesimato.

Ma veniamo all’elenco numerato più fidato del comprensorio:

  1. Annunciazione! Dopodomani, giovedì 18 novembre ci sarà il ritorno delle Feste Boshi. Sono contentissimo di tornare a farne, si terrà al bellissimo Granata di Bologna, è ovviamente gratis, ci vuole ovviamente greenpass e maschera, e ti devi solo registrare qui, la capienza è limitata!
    1. Si berrà si ballerà, si berrà, si chiacchiererà e ci saranno inoltre i Poster Boshi Contro la mediocrità, forse anche i nuovissimi Calendari Boshi 2022 (se mi arrivano in tempo dalla tipografia) e delle Bento Boshi Box cioè dei pacchi sorpresa con t-shirt varie che ti risolveranno i regali per i prossimi mesi.
  2. Tra poco sarà in vendita il nuovo Calendario Boshi, ma nell’attesa che mi arrivi stampato ho condiviso il video in cui mostro e racconto come l’ho realizzato! Dura 5 minuti e lo trovi su YouTube (finché non lo bannano per quella musichetta, ma magari rimane su per un po’, non mi è chiara la cosa)
  3. martedì scorso è tornato l’appuntamento con Bologna Front End (trovi alcuni video in queste mie storie in evidenza su Insta). Ci sono anche io ora ad organizzare questo meeting di gente che di giorno fa il web e la sera lo distrugge, sviluppatori, designer, project manager, content strategist ecc. Da quel giorno abbiamo anche un sito bolognafrontend.it che è stato sviluppato in un’ora dal vivo basato su mio layout!
    1. Se ti piace questa pseudo bisca di gente che fa web iscriviti alla newsletter o entra nel canale Slack. Ci vediamo a dicembre al prossimo evento
  4. Il Metodo Boshi sta crescendo, ogni domenica su Instagram (seguimi se ancora non lo fai) faccio le Sunday Logo Review o comunque condivido con te alcune cupe elucubrazioni sul mestiere di grafico e di professionista freelance! Sono davvero contento che vi stiano piacendo così tanto.
    1. Sto raccogliendo su Notion (che figata) tutti gli argomenti di cui parlerò nelle lezioni del Metodo Boshi prossime venture, e l’alberatura sta diventando gigantesca! Quanti argomenti da discutere insieme, quanti. Dai vieni alla festa così te ne racconto alcuni.
  5. La bellezza di questo video in cui Mattarella alla sua scrivania mostra il nuovo sito dell’anagrafe digitale, e si stampa il certificato di nascita. Ti prego guardalo con l’audio, altro che ASMR.
  6. Ho scoperto che esiste un gesto da fare con le mani che indica la richiesta di aiuto di chi è vittima di violenza domestica. Io ero rimasto alla geniale richiesta di aiuto tramite una finta telefonata per ordinare una pizza.
  7. Sempre tramite TikTok ho scoperto dell’esistenza del walking basket, un basket che si gioca (di solito da 90 anni in su) solo camminando! Questo servizio della BBC con musica avvincente è stupendo
  8. Mi sono letto volentieri questo articolo di Dave Rupert sulla sua tecnica per tenere traccia su Notion delle idee, catalogandole per stato di avanzamento. Molto interessante.
  9. Sempre su TikTok ti consiglierei questo video in cui un uomo con auricolare va a un colloquio di lavoro dicendo le cose che un bimbo gli dice di dire. È stupendo, cioè mi ha fatto sganasciare.
  10. Ho scoperto con colpevole ritardo (cioè dopo 185k persone) l’opera di Antonio Schiena conosciuto come @antipatiagratuita. Molto divertente.
  11. Bellissimo mini documentario (15 min) del Guardian sulla giornata di un tipo che di lavoro va di azienda agricola in azienda agricola a raccogliere animali morti o morenti. Non è così visivamente pulp come si potrebbe pensare (non te lo consiglieri altrimenti), ma lo trovo super interessante. È firmato Guardian, quindi una certezza.
  12. Maccio Capatonda che crea contenuti per Tavernello è una figata atomica. Guarda questo spot. Bravi tutti, lui, loro, tutti.

87° Bollettino - Amatoriale

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Penso che tu conosca a grandi linee il basket e come funziona, ma quello che forse non conosci è come funziona il basket di noi quarantenni fuori forma. Ti voglio portare con me.

Nel mio caso esiste un gruppo Whatsapp chiamato «Un bel basket?? MAI!» con la foto di due di noi al tavolo di una trattoria alle spalle di una brocca con su scritto «Macelleria Agricola F.lli Pompa» e il disegno di un maiale.

Il piano editoriale della chat è diviso in due topic principali: Il primo è capire chi c’è la sera dell’allenamento. «Chi c’è stasera??» «Io» «Io» «Presente» «sono nella settimana senza anti infiammatorio => salto»

Il secondo topic riguarda il mantenimento dello sprito dello spogliatoio, con messaggi ‘inoltrati molte volte’ tipo «Zuckerberg mentre cerca di risolvere i problemi di Faceboook» o «L’esilarante casello sulla Pedemontana che cambia l’accento ma non la lingua» ma anche breaking news come «Ragazzi mi hanno ufficialmente cazziato perché abbiamo mangiato in palestra…. Ci tolgono la palestra la prossima volta….» .

Poi si arriva al giorno della palestra. È un mercoledì sera, la scena si svolge in una palestra scolastica di periferia, una palestra di una scuola elementare con le panchine basse da elementari, tutto a misura di bimbo. Noi siamo alti ma soprattutto larghi, e la situazione già inizia a diventare comica.

Il campo da gioco anche lui è piccolino, è a misura di bambino, per cui le linee da tre sono troncate ai lati, il cerchio di metà campo tocca quasi la linea da tre e in alcune palestre c’è anche l’add-on del soffitto basso!

Immagina di entrare in questo campo, avere comunque la molla carica, saluti tutti, mille palloni che rimbalzano, ne prendi uno e inizi a tirare. I più accorti fanno anche un goffo tentativo di stretching (LOL). La maggior parte di noi sta intorno ai canestri e io mi cimento nei tiri da dietro il canestro e da fuori campo che sono troppo divertenti. Ovviamente inutili in modalità partita, ma forse devo fare l’alternativo anche in questo (bravo!).

L’impatto più forte è l’odore. L’odore pungente di sudore marcio decomposto, gli occhi iniziano a lacrimare, hai la prima tentazione di girare i tacchi e tornare a casa. Qualcuno con un fazzoletto sulla faccia apre qualche finestra, ma qualcun altro la chiude perché è freddo.

Iniziamo a giocare, noi siamo talmente scarsi e realisti che non partecipiamo a nessun campionato amatori, ci vediamo solo per giocare tra noi, come se fosse un campetto.

Dopo dieci minuti di partita i primi mancamenti, gente piegata in due che ansima, la velocità media dei giocatori scende immediatamente da trotto sostenuto a passo svelto fino ad arrivare a semplice ondeggiamento sul posto (si gioca a metà campo, per cui puoi restare sul posto ed essere in difesa poi in attacco, sempre sulla stessa mattonella).

Dopo un’ora le prime defezioni (io sono tra quelli), spogliatoio deserto (ottimo!) momento doccia. Quando c’è l’acqua calda si fa festa, ma quello che non manca mai è l’effetto chiodi del getto d’acqua di queste docce. Sembra tipo, ognuno dei 3 o 4 ugelli che ancora non sono otturati spara una mitragliata di puntine.

Lo spogliatoio è una sauna, tutto bagnato, pavimento pareti tutto. Ti rivesti mezzo umido e sciancato e esci dall’edificio. Quello è il momento dell’estasi, respiri finalmente a pieni polmoni l’aria della pianura padana che nonostante il sapore di PM10 è cento volte più buona di quella della palestra.

Torni a casa alle 11, non dormi fino all’1 e il giorno dopo sei uno straccio, ma in quei dolori senti di avere ancora un corpo, ed è tutto bello, fino a quando non scopri con terrore che non avevi svuotato la borsa della palestra. AH!

Ma veniamo alla nostra lista di link e cose interessanti che ho visto nell’ultimo mese:

  1. sono arrivati i primi poster «Contro la mediocrità» che ho fatto. Erano sei anni che non facevo un nuovo poster e questo è proprio super, rosa fluo con stampa ad 1 colore, scritta fatta a mano da me. Può essere tuo per soli €15 spedizione inclusa in Italia! Dacci un’occhiata.
    1. Per il pagamento sto usando PayPal per la prima volta, ricordati di scrivermi i dati per la spedizione!
Unnamed

Momento Metodo Boshi

Il Metodo sta crescendo alla grande. La balotta (termine bolognese per indicare gruppo di amici, tribù, community) sta crescendo e state arrivando in tanti. La grande novità è che se ancora non l’hai fatto, puoi entrare a farne parte anche tu iscrivendoti alla newsletter dedicata. Troverai una form che mi sono tanto impegnato per rendere unica, vorrei sapere che ne pensi.

Ci vediamo di là!

Ah dimenticavo, su Insta ogni domenica faccio la Sunday logo review ovvero prendiamo un logo e una identità visiva che ci piace o che non ci piace e ne parliamo. Se già non lo fai, seguimi su Insta.

Dove eravamo rimasti, ah:

  1. Absolut Vodka ha fatto un sottile redesign della propria bellissima bottiglia, e l’ha raccontato in questo bel video. Sempre al top.
  2. Jack White dei White Stripes, è un mio idolo per tanti motivi, non ultimo quello di avere fondato Third Man Records e di curare ogni minimo dettaglio del suo branding legato al vinile, l’analogico e la figaggine. Guarda che bello il nuovo negozio che ha appena aperto a Londra.
  3. Bologna, ma anche tante altre città d’Italia, è disseminata di segnali di rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale e in questo articolo si spiegano tutti.
  4. se anche tu come me hai avuto a che fare con il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione ti piacerà questo video alla maniera di Bello Figo Gu: Non uso MePA
  5. ancora incontro persone che non sono fan dello show Hot Ones su YouTube, e non mi capacito. È un talk show dove mega VIP vengono invitati a provare delle salse piccanti sempre più piccanti, facendoli trasfigurare. Il più bello per iniziare è con Gordon Ramsey, 95 milioni di visualizzazioni.
  6. se vuoi stare male puoi seguire l’account insta che raccoglie gli utilizzi più disparati del Comic sans.

86° Bollettino - Scusa, ci fai una foto?

Pubblicato in Estratto dal Bollettino


Domenica mattina stavo camminando sotto le torri in via Rizzoli pedonalizzata, relax, un sacco di spazio, persone dappertutto, turisti, quando vedo una coppia di turisti abbracciata fianco a fianco in mezzo alla strada con la schiena alle torri. La tipica foto che tutti i turisti di fanno scattare.

Gliela scattava un signore attempato e io ho visto il momento in cui lui stava restituendo il telefono alla coppia. Era tutto tremante con un sorriso incerto perché non gli stava solo restituendo il telefono, gli stava anche chiedendo se andava bene la foto. Loro naturalmente si stavano affrettando a rassicurarlo dicendo che andava benissimo ringraziandolo.

In quel momento ho pensato a tutte le circostanze in cui chiediamo a qualcuno di scattarci una foto. Quando la scatta il bimbo della compagnia e rigorosamente la foto viene mossa con un dito davanti all’obiettivo, oppure quando la chiedi al cameriere e tutti che si dispongono a ventaglio, i piatti mezzi vuoti, tovaglioli accartocciati, bottiglie d’acqua finite e tutte le persone ai margini della foto che vengono deformate dal grandangolo della fotocamera.

C’è una cosa che vorrei dire allo sconosciuto prima di scattare, per favore, è un momento raro questo che stai per avere l’onere di fotografare, siamo un gruppo di persone che non si vede da anni e chissà quando ci rivedremo.

Ora, non devi diventare Oliviero Toscani in una frazione di secondo, ma presta attenzione all’inquadratura per favore. Non c’è bisogno che metà della foto sia occupata dal pavimento, e neanche che si vedano tutti i tavoli del locale sullo sfondo fino all’ultimo. Guarda nello schermo prima di scattare e organizza un minimo.

Lo spazio più grande della foto dev’essere occupato dalle espressioni dei volti HAI PRESENTE? QUESTE COSE QUI? LE FACCE! Ok, poi ci mettiamo un po’ di contesto, così che si capisca che non siamo in un qualsiasi posto ma che siamo proprio qui oggi. PERÒ NON MI METTERE DENTRO ANCHE LORO LÌ DI FIANCO OK?

E poi non serve che si vedano le scarpe di tutti, ok? Taglia, avvicinati quanto serve, poi magari cerca anche di tenere orizzontale il telefono ANZI SCATTA IN ORIZZONTALE OK? Altrimenti viene 1/3 pavimento, 1/3 noi, 1/3 questa orribile insegna ok?

E poi il punto di vista, se siamo seduti abbassati anche tu in modo che l’obiettivo sia un po’ all’altezza dei nostri occhi, così sembra proprio di stare qui ok? NO NON SCATTARE DA IN PIEDI SE NOI SIAMO SEDUTI MA TI DEVO DIRE TUTTO?? Hey, scusa? HEY! DOVE VAI COL MIO TELEFONO! NOOOOooooooo……

Cos’altro ho fatto queste settimane oltre che elucubrare sulle foto scattate dagli sconosciuti? Beh:

Unnamed

E poi c’è il Metodo Boshi

Più ci penso, al Metodo Boshi, più mi convince come idea. Te ne ho parlato nello scorso Bollettino ma era il 5 agosto ed è legittimo che avessi la testa altrove.

Sto creando uno nuovo spazio dove parleremo di grafica e creatività, del mestiere di designer e di fare comunicazione visiva. Ti racconterò meglio come lavoro, quali sono i pilastri sui quali mi appoggio quando lavoro, le mie ispirazioni e come realizzo i progetti, ma vorrei anche parlare con te, con voi, ascoltare le vostre domande, i vostri pensieri sul mestiere della grafica.

Per ora ho iniziato farlo tramite Instagram (ci sono le storie in evidenza), ma presto nascerà una newsletter dedicata che affiancherà il Bollettino e che sarà il nostro modo di restare in contatto.


Nel frattempo, alcune amenità dal cosiddetto webbe che mi hanno sfrigolato:

  1. nonostante Clubhouse si sia sgonfiato tantissimo, i ragazzi sono ancora attivi, e sotto sotto la loro identità visiva così fresca e strana mi attrae sempre. Per rendere più fruibile quella bolgia audio che erano le rooms dei primi tempi, hanno introdotto lo spatial audio, che dovrebbe rendere di più la sensazione di essere circondato dalle persone, come ad una festa. Quindi senti uno che parla di qua, una di là, una dietro ecc. È molto carino come effetto, solo che poi, come al solito, il problema è trovare qualcosa di interessante da ascoltare. Ma provare il trip non nuoce.
  2. Qualcuno ha pubblicato in alta qualità il video del mitico concerto dei Daft Punk del 2007, quello con la piramide. Vale sempre la pena metterselo sotto nel riquadro Picture In Picture quando si lavora veloce. Sembra che l’abbiano realizzato aggregando una infinità di video registrati dagli spettatori, con un’unica traccia audio di qualità.
  3. Mailchimp è il sistema con cui invio il Bollettino e tra poco lo userò anche per il Metodo Boshi. È un proprio un brand che amo, dalla sua identità visiva a quella linguistica alle illustrazioni. Sono talmente fighi che hanno prodotto diversi podcast e video che non parlano di loro ma di quello che fanno artisti o persone normali come noi per fare funzionare il proprio business. Il podcast che più mi è piaciuto è quello chiamato The Jump, dove vengono intervistasti musicisti tipo David Byrne, Joe Talbot degli IDLES, Patti Smith (!!!), Run the Jewels e altri. Tu dirai, che c’entra una azienda che invia newsletter con questa gente? Ed è proprio per questo che vale la pena dargli un ascoltata e pensare a cosa possiamo inventarci per fare funzionare il nostro, di biz.
  4. A vent’anni dall’11 settembre Netflix ha prodotto, col suo stile intrippantissimo, 5 puntate di un documentario che copre dagli attacchi fino al successivo casino (le guerre)
  5. Se invece vuoi distrarti con del trash italiano ma soprattuto Campano-centrico devi seguire le storie su Instagram di Radio Cavone Stereo. Raccolgono e riportano i tiktok più allucinanti di quella parte di società che altrimenti vedresti solo negli inspiegabili risultati elettorali
  6. Il pezzo intitolato OH MY FUCKING GOD, GET THE FUCKING VACCINE ALREADY, YOU FUCKING FUCKS su McSweeneys è di un acume pazzesco, oltre che scritto in uno stile stilosissimo. Sai quando leggi un pezzo che sembra che ti abbiano letto nel pensiero e messo per iscritto una cosa che non avresti saputo mettere giù meglio? Mi capita sempre.
  7. pudding.cool è un sito stupendo che raccoglie visual essays, cioè tipo infografiche, schemi grafici e rappresentazioni visive inaspettate per analizzare fatti svariati. È molto interessante.
  8. Dario Moccia è uno dei Twitchers che più mi piace ed è uno dei più seguiti in Italia. Ha fatto un breve talk al TEDx di Barletta qualche settimana ti racconta come funziona il suo lavoro di creator. C’è da imparare.
  9. Domani (giovedì) sarò a Punta Marina al Freelance camp, se ci sei anche tu palesati!!!
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