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Le insegne dei forni

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Ma quanto sono belle le vecchie insegne dei forni?

Rocce foglie forno 7

Jean-Michel Basquiat

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Basquiat è talmente un mio idolo che ho una sua enorme foto sopra la mia postazione di lavoro, tipo effige sacra, e gli ho pure dedicato una tshirt.

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Testimonianza dell'effige sacra
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La tshirt

È stato il primo artista afroamericano a diventare pop, negli anni Ottanta a New York, insieme a Andy Warhol e Keith Haring, hanno prodotto delle opere che ispirano tutti noi ancora oggi. Che figaggine.

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Fishing, 1981

Le opere di Basquiat per me sono potenti, brutali, figure umane distorte, colori accesi. La street art che entra nel jet set dell'arte contemporanea.

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Notary, 1983

L’amicizia con Andy Warhol dà vita ad una collaborazione artistica che ha fatto la storia. Nelle loro mostre esponevano opere sia individuali che tele su cui dipingevano insieme, ognuno con il proprio stile.

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Finger skateboarding insieme ad Andy Warhol? Why not
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Poster della mostra collaborativa di Warhol e Basquiat del 1985.
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Untitled (Zenith ½), 1984

Nel 1981 è protagonista del film «Downtown 81» di Edo Bertoglio che è praticamente un documentario su di lui. Ti consiglio di recuperarlo con ogni mezzo necessario e guardarlo. Te ne innamorerai come me.

Paul Rand

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Un maestro della grafica pubblicitaria, Paul Rand ha fatto sì che la grafica diventasse il cuore dei progetti di marketing per le aziende. Dove prima contavano soprattutto i copywriter, lui si è inserito mostrando l’importanza delle immagini e del colore.

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Logo e Manifesto della IBM

Mitologica la sua collaborazione con IBM per cui disegnò il celebre logo a strisce nel ‘72 e il manifesto nell’81. Quest’ultimo riassumeva il marchio attraverso un rebus: sostituendo la “I” con un occhio e la “B” con un’ape il risultato è “EYE-BEE-M”, che è la pronuncia dell'acronimo dell'azienda. Stupendo!

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Vari poster progettati durante la sua carriera

Presenta al mondo i tre principi fondamentali della grafica: semplicità, immediatezza e riconoscibilità.

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Alcuni dei loghi progettati da Paul Rand

La passione per l’arte e la pittura lo hanno aiutato a formare una nuova percezione visiva, in grado di stravolgere le immagini del tempo con un nuovo linguaggio.

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Untitled. Still life with Fish Bowl Olio su tela 50.8 x 83.8 cm, 1955

Incredibile come abbia progettato loghi come questo nel ‘38 (aveva solo 24 anni).

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Logo «Wallace Puppets», 1938

E tu lo conoscevi?

Un libro fondamentale per progettare bene un sito

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Un libro fondamentale per progettare bene un sito Internet: Steve Krug «Don’t make me think».

Al suo interno di parla di:

  • usabilità
  • progettazione web
  • test di usabilità

È un libro del 2014 ma i suoi contenuti sono ancora attualissimi.

Quindi:

  • se vuoi progettare per bene un sito
  • progettare bene la navigazione di un sito
  • far sì che i tuoi utenti sappiano usare il tuo sito

Leggi questo libro!

Questo video è apparso anche su Instagram e TikTok.

Fortunato Depero

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Depero per me è un vero idolo. Quando ho scoperto la sua opera sono rimasto folgorato, mi chiedevo «Ma questa è roba di 80 anni fa o di oggi?» (Oggi ne ha 100 di anni quella roba).

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«Uomo matita» bozzetto per manifesto pubblicitario, 1926
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Alcune delle copertine disegnate da lui
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Il progetto Campari
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Aveva uno stile grafico davvero avanguardistico, l’utilizzo delle tinte piatte, le forme geometriche e i volumi semplici, l’utilizzo della tipografia e delle parole in libertà, il suo mitico «Libro imbullonato».

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Il libro imbullonato

A proposito di Libro imbullonato: è un capolavoro grafico assoluto. Depero lo realizza nel 1927-1928, è noto col nome di Libro imbullonato perché le pagine sono tenute insieme da due grandi bulloni di alluminio industriali.

Nel 2016 qualcuno ha realizzato con successo alcune copie dell’originale, mettendo inoltre online delle scansioni ad alta risoluzione delle pagine interne. Guardale su boltedbook.com.

Oggi ti parlo di lui perché è un’artista che non può mancare nella cultura visiva di ognuno di noi.

E tu, sei un suo fan come me?

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Vignelli, Carson, Glaser: tre designer importanti (per me)

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Ecco il secondo trio di designer che sono stati importanti per la mia formazione, e magari possono esserlo anche per la tua: Massimo Vignelli, David Carson e Milton Glaser.

Avere dei riferimenti è importante, studiarli e comprenderli ti aiuta ad avere l’ispirazione sempre sulla giusta frequenza.

Massimo Vignelli

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Nel 1972 ha disegnato la mappa e la segnaletica della Metro di NYC. Usava solo Garamond, Bodoni, Century Expanded ed Helvetica.

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Alcuni dei suoi lavori più famosi
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Schemi di impaginazione realizzati a mano
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Schemi di impaginazione realizzati a mano

David Carson

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Ha fatto la storia con il suo stile grunge surf, mi ha influenzato tantissimo e ancora adesso guardo le sue cose con ammirazione. Ruvidissimo.

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Alcune delle opere di Carson

Milton Glaser

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Milton Glaser

Ti dico solo che ha fatto il logo «I Love New York» e quello «Sammontana» (!!!) oltre a un celebre ritratto di Bob Dylan. E un poster per Rimini!

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Loghi e poster realizzati da Glaser
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Glaser a Bologna

Li conoscevi? Quali sono i tuoi riferimenti?

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Questo post è apparso anche su Instagram.

Ispirazione selvatica e dove trovarla

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C’è una misteriosa aura intorno all’ispirazione, e temo che la lascerò inalterata perché sotto sotto, da creativo, mi piace alimentare l’immagine della persona creativa in cima alla scogliera, mentre guarda le onde infrangersi in attesa dell’idea. In realtà sono convinto che siamo tuttз creativз nel momento in cui dobbiamo ‘sfangare la nostra vita’. C’è bisogno di ispirazione anche per risolvere una rendicontazione in Excel, voglio dire.

In questi anni ho provato in molti modi a descrivere l’ispirazione e il rituale per evocarne il sacro spirito, ma ho sempre trovato soluzioni approssimative.

Il mio metodo per trovare ispirazione alla fine è diventato tutt’uno con quello che sono, cioè mi sono talmente aperto per ricevere input che ormai sono una sorta di spugna marina, senza forma né massa. Gli stimoli arrivano dappertutto, dal supermercato alla busta del panettiere, dal logo su uno pneumatico a Instagram.

Dobbiamo diventare una pellicola ad alta sensibilità così che quando guardiamo una serie su Netflix faremo caso anche al dettaglio del biglietto da visita dell’agente immobiliare, o alla grafica dei titoli di coda.

L’altra linea da coltivare è l’apertura verso campi che non sono i nostri, facciamo degli esempi: se di lavoro scriviamo è interessante restare sensibili alle cose visive, e viceversa se ci occupiamo di visual (grafica, foto, illustrazione ecc) diventa utile essere ricettivз verso la parola, scrittura e immagine vanno a braccetto, e le ricette più gustose le prevedono entrambe.

Per registrare queste sollecitazioni utilizzo vari strumenti:

• Scatto delle foto. Sicuramente sono un buon modo, ma finiscono sempre in quel marasma che è il rullino del telefono, pieno di screenshot, foto di Natale e/o del mare.
• Salvo i link usando Raindrop. Molto utile e diverso dal salvare i preferiti nel browser.
• Salvo i post belli su Instagram. Ma poi chi si ricorda di andarli a riaprire quando serve?

Alla fine c’è poco da fare, il metodo migliore per coltivare la creatività è allenare il cosiddetto cervello. È banale ma è così. Ce l’hai sempre con te, è sempre carico, è ad alta definizione, unico problema: reperirci le informazioni proprio quando ti servono! Ma sai cosa è davvero divertente? Che ci penserà lui (o lei, il cervello) a creare associazioni di idee inaspettate (in questo è imbattibile). Tipo che sei alla ricerca di un’idea per una strategia e mentre cammini in città senti un odore di indiano che ti ricorda Berlino e questa cosa ti ricorda quel museo in particolare e quel loro modo di fare comunicazione e boom! Un odore ti ha dato l’idea per una strategia.

Questo intendo quando dico di essere una pellicola ad alta sensibilità ed esporci (aprire l’otturatore) a storie, immagini, suoni, odori. Meglio ancora se provengono da galassie lontane dalla nostra.

Buon viaggio.

Emanuele
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Questo testo l'ho scritto per la newsletter di Nicole Zavagnin.

Sonia Delaunay, un'artista importante (per me)

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La storia dell'arte è un tassello fondamentale di ogni visual culturist, per questo oggi ti voglio parlare di una artista che mi ha influenzato moltissimo: Sonia Delaunay (1885-1979).

Blog Sonia Delaunay 1
Sonia and Robert Delaunay al Museo d'Arte Moderna di Parigi, Collezione permanente

Pittrice, designer e imprenditrice ucraina-francesce, ha usato il colore per comunicare.

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Blog Sonia Delaunay 4
Questa era un’auto rivestita con dei pattern creati da lei, 1925
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Collage dei pattern di Sonia Delaunay
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Blog Sonia Delaunay 9
Sonia Delaunay nel 1967

Le sue influenze si vedono ancora oggi nei lavori di grandi progettistə, come Olimpia Zagnoli e Giorgia Lupi.

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«Caleidoscopica» di Olimpia Zagnoli
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Un'opera della serie di data visualizations creata da Giorgia Lupi ispirandosi ad una ricerca sulla public policy di RAND

Questo post è apparso anche su Instagram.

La cabina telefonica

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Cocktail Milano-Torino, salatini, telefono pubblico, prefisso interurbano, gettone.

Telefono a gettoni

Tre designer importanti (per me)

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Se oggi sono quello che sono (ma cosa sono?!?) lo devo aз maestrз che hanno mostrato la strada.

Per cominciare a condividere con te il loro lavoro, ti voglio parlare di Pentagram e di due dei suoi mitici partner: Paula Scher e Michael Bierut.

Se non conosci Pentagram è ora di iniziare a conoscerli.

Pentagram

GIPM blog 1

Uno degli studi internazionali che hanno influenzato di più il mio modo di fare identità visive. Nasce a Londra nel 1972 e ancora oggi spacca.

Paula Scher

GIPM blog 2

In Pentagram dal 1991 è una delle più influenti designer al mondo, ha uno stile tipografico che mi manda giù di testa. Insegnami Paula.

Michael Bierut

GIPM blog 3

Una delle colonne portanti di Pentagram, 
tra le altre cose ha curato il restyling di
 Mastercard, minimalissimo.

Quali sono i tuoi designer preferiti? Scrivimelo qui!

Questo post è apparso anche su Instagram.

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