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Tre designer importanti (per me)

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Se oggi sono quello che sono (ma cosa sono?!?) lo devo aз maestrз che hanno mostrato la strada.

Per cominciare a condividere con te il loro lavoro, ti voglio parlare di Pentagram e di due dei suoi mitici partner: Paula Scher e Michael Bierut.

Se non conosci Pentagram è ora di iniziare a conoscerli.

Pentagram

GIPM blog 1

Uno degli studi internazionali che hanno influenzato di più il mio modo di fare identità visive. Nasce a Londra nel 1972 e ancora oggi spacca.

Paula Scher

GIPM blog 2

In Pentagram dal 1991 è una delle più influenti designer al mondo, ha uno stile tipografico che mi manda giù di testa. Insegnami Paula.

Michael Bierut

GIPM blog 3

Una delle colonne portanti di Pentagram, 
tra le altre cose ha curato il restyling di
 Mastercard, minimalissimo.

Quali sono i tuoi designer preferiti? Scrivimelo qui!

Questo post è apparso anche su Instagram.

Slide design, il mio metodo.

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Quando si facevano gli eventi fisici (presentazioni, conferenze ecc) e ti capitava di guardare delle slide fatte da qualcunə ti trovavi di solito davanti a questi problemi:

  • Troppo testo per slide

  • Testo troppo piccolo

  • Poco contrasto tra il testo e il colore di sfondo

  • Ancora troppo testo

  • Ancora troppo piccolo

  • Per non parlare delle scelte dei font (sì penso a te che hai usato il Comic Sans per una conferenza sul diritto penale)

Per fortuna gli eventi da remoto hanno almeno migliorato la qualità della riproduzione, sì perché a questi problemi delle slide si andavano a sommare proiettori sfocati e ambienti troppo luminosi. Oggi in condivisione schermo almeno si vede nitido.

Alcuni concetti chiave che erano validi una volta però li trovo ancora molto validi oggi.

Ad esempio mi piaceva quel principio per cui dovevi impostare le slide per farle leggere anche alla persona seduta in ultima fila. Quindi poche parole (sì, non si parla neanche di righe, ma di parole) scritte giganti.

E molto contrasto tra testo e sfondo. Non dico nero su bianco o bianco su nero ma siamo lì. Evitiamo tipo il giallo su bianco, o il grigio scuro su nero.

L’altra cosa interessante era quello di utilizzare pochi font, meglio se uno solo, così, unendo questi 3 principi, ho costruito le mie slide per il talk con l’addendum di usare una sola dimensione per il testo. Questo esercizio aiuta anche a tagliare i testi il più possibile.

In più ho voluto utilizzare foto coordinate, usando sempre la stessa metafora visiva andando a pescare sempre dalle performance di Marina Abramović, per ammiro molto la sua ricerca e la tensione che le sue performance evocano.

Bonus: ho filtrato tutte le foto usando i colori della mia palette cromatica. In questo modo le foto (dalle provenienze più disparate) delle performance di Abramović sono apparse più coerenti tra loro lungo la presentazione, oltre che coordinate con la mia identità visiva.

Guarda il mio talk Ti faccio un’offerta al Freelancecamp di dicembre 2021, in cui presento queste slide.

BFE 1
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BFE 10a

Il video invece lo trovi qui.

Creare e presentare una offerta

Pubblicato in Metodo Boshi


Nella vita del freelance creare e presentare delle offerte economiche ai clienti è una attività cruciale. In questo video racconto la mia esperienza di grafico e descrivo alcuni consigli che hanno migliorato la mia vita professionale.

Registrazione rudimentale di un talk tenuto il 15 marzo 2022 al Granata di Bologna in occasione di un evento Bologna Front End.

Peace, Emmaboshi

Grafiche degli scatoloni

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Giornata 234 del «grafico maratoneta».

Il mercoledì è una giornata bellissima.
In centro a Bologna c'è la raccolta della carta, e questo significa che fuori da ristoranti e locali si può sempre trovare qualche perla della grafica.

Mega immagine grafica della strada 2

Cataloghi anni 60 apparecchi radio e TV

Pubblicato in Metodo Boshi, Grafica del mercatino


Gironzolare per mercatini già di per sé sarebbe una bellissima attività, ma se ci aggiungiamo la componente di ricerca visiva allora diventa una vera figata.

Ogni volta che mi capita di andarci trovo qualcosa di interessante, a volte è una vecchia radio dal design modernista, altre volte è una vecchia fotografia, altre volte ancora sono libri o pubblicazioni di altre epoche.

In questo primo episodio della rubrica «Grafica del mercatino» ti mostrerò alcuni cataloghi di apparecchi radio e TV degli anni Sessanta. Li ho trovati al mercatino racchiusi in una busta trasparente, come spesso accade per delle pubblicazioni così sottili, e se ne vedeva solo la prima. Dentro ce n’erano cinque in tutto, cinque meraviglie:

  1. Catalogo radio, televisori, elettrodomestici, Radio Marelli 1967

  2. Catalogo Philco 1965

  3. Catalogo radiofonografi stereofonici Grundig 1959-60

  4. Catalogo radiofonografi stereofonici Grundig 1964

  5. Istruzioni per l’uso del registratore a nastro magnetico EL 3538 Philips

Questi cataloghi si sono rivelati un esempio di layout elegante e senza tempo, con un uso sapiente della tipografia. Al loro interno si trovano anche pregiatissimi loghi e simboli.

Siccome queste pubblicazioni sono una cosa che adoro sfogliare e ammirare, ho pensato che potrebbe interessare anche a te. Questo video è per noi.

Buona visione!

Peace, love, unity, respect,
Emmaboshi

Impariamo a guardare?

Pubblicato in Metodo Boshi


Come possiamo guardare alle cose con uno sguardo creativo? Dalle insegne alle tavolette di cioccolata, tutto può diventare ispirazione e può innescare il tuo occhio grafico. Si può chiamare educazione visiva.

Per imparare a “vedere graficamente” inizia a farti delle domande che ti aiutino a smontare, analizzare quello che vedi. Quali sarebbero?

Ho lanciato una challenge su Instagram. Guarda le stories in evidenza «Educazione Visiva» e utilizza il box per condividere una foto, una grafica, una texture che hai scattato in giro e che ti ispira.

Tagga me @emmaboshi e altrə 3 amichə creativə. Mi piacerebbe ricondividere i vostri esperimenti.

Qui vedi anche il post.

IMG blog post
Alcuni esempi di elaborazioni grafiche partite da fotografie scattate in giro