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Un grafico al Kerning 2016

Scritto in Report


Anche quest’anno il Kerning si è confermato un appuntamento chiave per chi lavora nella grafica in Italia. Si è tenuto sempre a Faenza, sempre al Cinema Sarti.

Il visual di quest’anno

Il visual, calligrafico, di questa edizione è stato curato da Luca Barcellona, che ha scritto «Black fire on white fire» in un blackletter frizzantino. Tutto molto bello, ma ho perso due ore a cercare di capire cosa ci fosse scritto nella seconda riga.

Jonathan Barnbrook

@barnbrook

Grafico inglese che ha lavorato alla grafica degli ultimi dischi di David Bowie, tra cui The Next Day e . Racconta di come la semplicità finale di queste due copertine abbia scatenato il cosiddetto popolo del web che ne ha fatto delle varianti esilaranti.

In questa foto il font Bastard che ha progettato nel 1990.

Interessante anche il lavoro di ridisegno sui font dei murali simbolo del conflitto in Irlanda del Nord. Li ha studiati e raccolti nel progetto Resolution: Northern Ireland e resi scaricabili gratuitamente (per uso politico!).

Bellissima anche questa raccolta fotografica: Northern Ireland political murals.

Marta Bernstein

@MartaBernstein

Una dettagliata ricognizione di ciò che è stato il disegno di caratteri tipografici nell’Ottocento in Italia, un argomento a quanto pare poco conosciuto, ma di enorme ricchezza.

Un viaggio tra bellissimi specimen e caratteri floreali di 'mille e una' mini tipografia italiana, caratteri in piombo.

Richard Rutter

@clagnut

Fondatore della mitica digital agency Clearleft, Richard Rutter ci racconta di come la scelta dei font appropriati amplifichi la potenza del messaggio che si vuole trasmettere. Ad esempio lo stile tipografico di un manifesto 6x3 deve colpire, interrompere, bucare, quello di un libro invece deve essere il più invisibile e fluido possibile, per rendere scorrevole la lettura.

Il font inteso come il vestito delle parole, quindi, come per l’abbigliamento, esistono omologazione (tutti che usano gli stessi font, mode), malintesi (font sbagliati per il contesto) e correttezza (qual è il font più adatto? non per forza il più bello).

Esempi di grande stile e coerenza tra online e offline: Pelican Books e The Great Discontent.

Altre referenze: Typorn, Fonts in use, Size Calculator.

Luca Barcellona

Flickr

Blasonatissimo calligrafo, writer e rapper ci racconta il suo lavoro e di quanto sia importante la cosiddetta mindfulness, che da come l’ho intesa vuol dire in qualche modo perdersi nella propria concentrazione mentre si lavora. Ovviamente è necessario che ti piaccia quel che fai (dettaglio non trascurabile). Ci mostra anche questo video in cui lui scrive, mentre un karateka fa la sua cosa.

Mark Boulton

@markboulton

Inglese anche lui, con uno studio che porta il suo nome di recente acquisito dal colosso Monotype. Ha lavorato per il CERN di Ginevra, che un giorno si è presentato da lui e gli ha detto: abbiamo 11.000 siti che non c’entrano niente uno con l’altro. Ci potete aiutare a creare una sistema di design coerente per tutti? Beh, abbastanza stimolante / paralizzante.

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Qui c’è un suo post Design systems in difficult places e qui il suo talk, registrato alla Smashing Conference di San Francisco il 6 aprile 2016.

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Questo post risale al 9 giugno 2016



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