Blog

Tre volte a Parigi e una in Calabria

Scritto in Archivio storico, questo l’ho fatto io


Trevolteaparigieunaincalabria.jpg [Copertina di Emmaboshi da una foto di Mag] Vi segnalo la pubblicazione dell'opera prima della nostra contributor Mag. Ha esasperato Marco Ardemagni fino a convincerlo a scrivere un libro con lei. Qui trovate il libro in download per €1.25. Qui sotto un estratto dalla quarta di copertina.
Si chiama “parigino”. Chi gli ha dato questo nome doveva conoscermi oppure ha fatto un rapido sondaggio e ha scoperto che se scrivi parigino su un panino hai più possibilità che una certa classe proto-intellettuale notoriamente schierata a battaglia contro i McDonald's, di nascosto, senza farsi notare da nessuno, vinca la resistenza ideologica ed entri ad appropriarsi di un involucro bollente e unto esattamente come tutti gli altri. È quello che ho fatto. Con meno di due euro in 3 minuti e 57 secondi ho introdotto nel mio corpo scorie radioattive, avanzi umani di black-block catturati nell'ultimo G8, interiora di bambini bielorussi e trito di polli infetti da influenza aviaria. Eppure niente. Non mi sento male. Qualcosa che assomiglia a del pane al mais+qualcosa che assomiglia ad una cotoletta di pollo+una foglia di lattuga+maionese che sa di erbe di Provenza - se no che parigino sarebbe - ha oltrepassato la gola, l'esofago, il canale digerente e adesso staziona nel mio stomaco come qualsiasi altro cibo. Il corpo si sarebbe comportato allo stesso modo anche con la salsa di soia no OGM, i riccioli di mais senza sale, il riso al vapore con verdure saltate nel wok, il seitan, una pera sbucciata, 100 grammi di semi di lino! Non riesco a non pensarci. C'è qualcosa di straordinario nella assoluta meccanicità del corpo umano.
Ardemagni inoltre ne parla così sul suo blog.

Questo post risale al 16 maggio 2008



Ancora voglia di leggere?

Fantastico, ti posso proporre Mistico e sensuale di 4577 giorni fa

Membro della balotta di La blog balotta webring

Precedente Random Successivo