Blog

* For-Nanda

Scritto in Opinioni di un dandy, Archivio storico


di Lord Brummell



bios, del logos e dell'ethos. Rispetto al bios Fernanda Pivano aveva novantadue anni. E a novantadue anni morire non è strano. E qui entra in campo il logos: ciò che ha scritto e - cosa ancor più suggestiva - la capacità di fare leggere ciò che non sarebbe mai stato facilmente leggibile. Sulla strada di Kerouac. Il Grande Gatsby di Scott Fitzgerald. Juke Box all'idrogeno di Ginsberg. E così via. Ma la donna morta qualche giorno fa, ha già consegnato la propria vocazione a pagine immortali. Se rimpiangiamo personaggi della levatura di Fernanda Pivano, lo facciamo in nome dell'ethos, dell'orientamento riflessivo al bene o al male, e del temperamento che un autore dimostra, nel caso specifico, nei confronti della parola scritta. Nessun testualismo spinto. Solo amore per il testo. Quando intervista Charles Bukowski - l'uomo più rude della letteratura americana - lui le regala una rosa. Questo non ha reso biologicamente immortale Fernanda Pivano. Sono le ragioni per la quale la rimpiangiamo, quelle che la rendono immortale umanamente. La cultura non è un attributo narcisisticamente autoriferito, ma una risorsa collettiva a disposizione di intelligenze curiose. Che sia questo il senso della perdita?

Questo post risale al 24 agosto 2009



Ancora voglia di leggere?

Fantastico, ti posso proporre La meraviglia di una vetrina di ferramenta di 4112 giorni fa

La meraviglia di una vetrina di ferramenta

Membro della balotta di La blog balotta webring

Precedente Random Successivo