Penso che tu conosca a grandi linee il basket e come funziona, ma quello che forse non conosci è come funziona il basket di noi quarantenni fuori forma. Ti voglio portare con me.

Nel mio caso esiste un gruppo Whatsapp chiamato «Un bel basket?? MAI!» con la foto di due di noi al tavolo di una trattoria alle spalle di una brocca con su scritto «Macelleria Agricola F.lli Pompa» e il disegno di un maiale.

Il piano editoriale della chat è diviso in due topic principali: Il primo è capire chi c’è la sera dell’allenamento. «Chi c’è stasera??» «Io» «Io» «Presente» «sono nella settimana senza anti infiammatorio => salto»

Il secondo topic riguarda il mantenimento dello sprito dello spogliatoio, con messaggi ‘inoltrati molte volte’ tipo «Zuckerberg mentre cerca di risolvere i problemi di Faceboook» o «L’esilarante casello sulla Pedemontana che cambia l’accento ma non la lingua» ma anche breaking news come «Ragazzi mi hanno ufficialmente cazziato perché abbiamo mangiato in palestra…. Ci tolgono la palestra la prossima volta….» .

Poi si arriva al giorno della palestra. È un mercoledì sera, la scena si svolge in una palestra scolastica di periferia, una palestra di una scuola elementare con le panchine basse da elementari, tutto a misura di bimbo. Noi siamo alti ma soprattutto larghi, e la situazione già inizia a diventare comica.

Il campo da gioco anche lui è piccolino, è a misura di bambino, per cui le linee da tre sono troncate ai lati, il cerchio di metà campo tocca quasi la linea da tre e in alcune palestre c’è anche l’add-on del soffitto basso!

Immagina di entrare in questo campo, avere comunque la molla carica, saluti tutti, mille palloni che rimbalzano, ne prendi uno e inizi a tirare. I più accorti fanno anche un goffo tentativo di stretching (LOL). La maggior parte di noi sta intorno ai canestri e io mi cimento nei tiri da dietro il canestro e da fuori campo che sono troppo divertenti. Ovviamente inutili in modalità partita, ma forse devo fare l’alternativo anche in questo (bravo!).

L’impatto più forte è l’odore. L’odore pungente di sudore marcio decomposto, gli occhi iniziano a lacrimare, hai la prima tentazione di girare i tacchi e tornare a casa. Qualcuno con un fazzoletto sulla faccia apre qualche finestra, ma qualcun altro la chiude perché è freddo.

Iniziamo a giocare, noi siamo talmente scarsi e realisti che non partecipiamo a nessun campionato amatori, ci vediamo solo per giocare tra noi, come se fosse un campetto.

Dopo dieci minuti di partita i primi mancamenti, gente piegata in due che ansima, la velocità media dei giocatori scende immediatamente da trotto sostenuto a passo svelto fino ad arrivare a semplice ondeggiamento sul posto (si gioca a metà campo, per cui puoi restare sul posto ed essere in difesa poi in attacco, sempre sulla stessa mattonella).

Dopo un’ora le prime defezioni (io sono tra quelli), spogliatoio deserto (ottimo!) momento doccia. Quando c’è l’acqua calda si fa festa, ma quello che non manca mai è l’effetto chiodi del getto d’acqua di queste docce. Sembra tipo, ognuno dei 3 o 4 ugelli che ancora non sono otturati spara una mitragliata di puntine.

Lo spogliatoio è una sauna, tutto bagnato, pavimento pareti tutto. Ti rivesti mezzo umido e sciancato e esci dall’edificio. Quello è il momento dell’estasi, respiri finalmente a pieni polmoni l’aria della pianura padana che nonostante il sapore di PM10 è cento volte più buona di quella della palestra.

Torni a casa alle 11, non dormi fino all’1 e il giorno dopo sei uno straccio, ma in quei dolori senti di avere ancora un corpo, ed è tutto bello, fino a quando non scopri con terrore che non avevi svuotato la borsa della palestra. AH!

Ma veniamo alla nostra lista di link e cose interessanti che ho visto nell’ultimo mese:

  1. sono arrivati i primi poster «Contro la mediocrità» che ho fatto. Erano sei anni che non facevo un nuovo poster e questo è proprio super, rosa fluo con stampa ad 1 colore, scritta fatta a mano da me. Può essere tuo per soli €15 spedizione inclusa in Italia! Dacci un’occhiata.
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Momento Metodo Boshi

Il Metodo sta crescendo alla grande. La balotta (termine bolognese per indicare gruppo di amici, tribù, community) sta crescendo e state arrivando in tanti. La grande novità è che se ancora non l’hai fatto, puoi entrare a farne parte anche tu iscrivendoti alla newsletter dedicata. Troverai una form che mi sono tanto impegnato per rendere unica, vorrei sapere che ne pensi.

Ci vediamo di là!

Ah dimenticavo, su Insta ogni domenica faccio la Sunday logo review ovvero prendiamo un logo e una identità visiva che ci piace o che non ci piace e ne parliamo. Se già non lo fai, seguimi su Insta.

Dove eravamo rimasti, ah:

  1. Absolut Vodka ha fatto un sottile redesign della propria bellissima bottiglia, e l’ha raccontato in questo bel video. Sempre al top.
  2. Jack White dei White Stripes, è un mio idolo per tanti motivi, non ultimo quello di avere fondato Third Man Records e di curare ogni minimo dettaglio del suo branding legato al vinile, l’analogico e la figaggine. Guarda che bello il nuovo negozio che ha appena aperto a Londra.
  3. Bologna, ma anche tante altre città d’Italia, è disseminata di segnali di rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale e in questo articolo si spiegano tutti.
  4. se anche tu come me hai avuto a che fare con il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione ti piacerà questo video alla maniera di Bello Figo Gu: Non uso MePA
  5. ancora incontro persone che non sono fan dello show Hot Ones su YouTube, e non mi capacito. È un talk show dove mega VIP vengono invitati a provare delle salse piccanti sempre più piccanti, facendoli trasfigurare. Il più bello per iniziare è con Gordon Ramsey, 95 milioni di visualizzazioni.
  6. se vuoi stare male puoi seguire l’account insta che raccoglie gli utilizzi più disparati del Comic sans.

Iniziamo?

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