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86° Bollettino - Scusa, ci fai una foto?

Pubblicato in Estratto dal Bollettino


Domenica mattina stavo camminando sotto le torri in via Rizzoli pedonalizzata, relax, un sacco di spazio, persone dappertutto, turisti, quando vedo una coppia di turisti abbracciata fianco a fianco in mezzo alla strada con la schiena alle torri. La tipica foto che tutti i turisti di fanno scattare.

Gliela scattava un signore attempato e io ho visto il momento in cui lui stava restituendo il telefono alla coppia. Era tutto tremante con un sorriso incerto perché non gli stava solo restituendo il telefono, gli stava anche chiedendo se andava bene la foto. Loro naturalmente si stavano affrettando a rassicurarlo dicendo che andava benissimo ringraziandolo.

In quel momento ho pensato a tutte le circostanze in cui chiediamo a qualcuno di scattarci una foto. Quando la scatta il bimbo della compagnia e rigorosamente la foto viene mossa con un dito davanti all’obiettivo, oppure quando la chiedi al cameriere e tutti che si dispongono a ventaglio, i piatti mezzi vuoti, tovaglioli accartocciati, bottiglie d’acqua finite e tutte le persone ai margini della foto che vengono deformate dal grandangolo della fotocamera.

C’è una cosa che vorrei dire allo sconosciuto prima di scattare, per favore, è un momento raro questo che stai per avere l’onere di fotografare, siamo un gruppo di persone che non si vede da anni e chissà quando ci rivedremo.

Ora, non devi diventare Oliviero Toscani in una frazione di secondo, ma presta attenzione all’inquadratura per favore. Non c’è bisogno che metà della foto sia occupata dal pavimento, e neanche che si vedano tutti i tavoli del locale sullo sfondo fino all’ultimo. Guarda nello schermo prima di scattare e organizza un minimo.

Lo spazio più grande della foto dev’essere occupato dalle espressioni dei volti HAI PRESENTE? QUESTE COSE QUI? LE FACCE! Ok, poi ci mettiamo un po’ di contesto, così che si capisca che non siamo in un qualsiasi posto ma che siamo proprio qui oggi. PERÒ NON MI METTERE DENTRO ANCHE LORO LÌ DI FIANCO OK?

E poi non serve che si vedano le scarpe di tutti, ok? Taglia, avvicinati quanto serve, poi magari cerca anche di tenere orizzontale il telefono ANZI SCATTA IN ORIZZONTALE OK? Altrimenti viene 1/3 pavimento, 1/3 noi, 1/3 questa orribile insegna ok?

E poi il punto di vista, se siamo seduti abbassati anche tu in modo che l’obiettivo sia un po’ all’altezza dei nostri occhi, così sembra proprio di stare qui ok? NO NON SCATTARE DA IN PIEDI SE NOI SIAMO SEDUTI MA TI DEVO DIRE TUTTO?? Hey, scusa? HEY! DOVE VAI COL MIO TELEFONO! NOOOOooooooo……

Cos’altro ho fatto queste settimane oltre che elucubrare sulle foto scattate dagli sconosciuti? Beh:

Unnamed

E poi c’è il Metodo Boshi

Più ci penso, al Metodo Boshi, più mi convince come idea. Te ne ho parlato nello scorso Bollettino ma era il 5 agosto ed è legittimo che avessi la testa altrove.

Sto creando uno nuovo spazio dove parleremo di grafica e creatività, del mestiere di designer e di fare comunicazione visiva. Ti racconterò meglio come lavoro, quali sono i pilastri sui quali mi appoggio quando lavoro, le mie ispirazioni e come realizzo i progetti, ma vorrei anche parlare con te, con voi, ascoltare le vostre domande, i vostri pensieri sul mestiere della grafica.

Per ora ho iniziato farlo tramite Instagram (ci sono le storie in evidenza), ma presto nascerà una newsletter dedicata che affiancherà il Bollettino e che sarà il nostro modo di restare in contatto.


Nel frattempo, alcune amenità dal cosiddetto webbe che mi hanno sfrigolato:

  1. nonostante Clubhouse si sia sgonfiato tantissimo, i ragazzi sono ancora attivi, e sotto sotto la loro identità visiva così fresca e strana mi attrae sempre. Per rendere più fruibile quella bolgia audio che erano le rooms dei primi tempi, hanno introdotto lo spatial audio, che dovrebbe rendere di più la sensazione di essere circondato dalle persone, come ad una festa. Quindi senti uno che parla di qua, una di là, una dietro ecc. È molto carino come effetto, solo che poi, come al solito, il problema è trovare qualcosa di interessante da ascoltare. Ma provare il trip non nuoce.
  2. Qualcuno ha pubblicato in alta qualità il video del mitico concerto dei Daft Punk del 2007, quello con la piramide. Vale sempre la pena metterselo sotto nel riquadro Picture In Picture quando si lavora veloce. Sembra che l’abbiano realizzato aggregando una infinità di video registrati dagli spettatori, con un’unica traccia audio di qualità.
  3. Mailchimp è il sistema con cui invio il Bollettino e tra poco lo userò anche per il Metodo Boshi. È un proprio un brand che amo, dalla sua identità visiva a quella linguistica alle illustrazioni. Sono talmente fighi che hanno prodotto diversi podcast e video che non parlano di loro ma di quello che fanno artisti o persone normali come noi per fare funzionare il proprio business. Il podcast che più mi è piaciuto è quello chiamato The Jump, dove vengono intervistasti musicisti tipo David Byrne, Joe Talbot degli IDLES, Patti Smith (!!!), Run the Jewels e altri. Tu dirai, che c’entra una azienda che invia newsletter con questa gente? Ed è proprio per questo che vale la pena dargli un ascoltata e pensare a cosa possiamo inventarci per fare funzionare il nostro, di biz.
  4. A vent’anni dall’11 settembre Netflix ha prodotto, col suo stile intrippantissimo, 5 puntate di un documentario che copre dagli attacchi fino al successivo casino (le guerre)
  5. Se invece vuoi distrarti con del trash italiano ma soprattuto Campano-centrico devi seguire le storie su Instagram di Radio Cavone Stereo. Raccolgono e riportano i tiktok più allucinanti di quella parte di società che altrimenti vedresti solo negli inspiegabili risultati elettorali
  6. Il pezzo intitolato OH MY FUCKING GOD, GET THE FUCKING VACCINE ALREADY, YOU FUCKING FUCKS su McSweeneys è di un acume pazzesco, oltre che scritto in uno stile stilosissimo. Sai quando leggi un pezzo che sembra che ti abbiano letto nel pensiero e messo per iscritto una cosa che non avresti saputo mettere giù meglio? Mi capita sempre.
  7. pudding.cool è un sito stupendo che raccoglie visual essays, cioè tipo infografiche, schemi grafici e rappresentazioni visive inaspettate per analizzare fatti svariati. È molto interessante.
  8. Dario Moccia è uno dei Twitchers che più mi piace ed è uno dei più seguiti in Italia. Ha fatto un breve talk al TEDx di Barletta qualche settimana ti racconta come funziona il suo lavoro di creator. C’è da imparare.
  9. Domani (giovedì) sarò a Punta Marina al Freelance camp, se ci sei anche tu palesati!!!


Ancora voglia di leggere?

Fantastico, ti posso proporre 85° Bollettino - Sala giochi di 481 giorni fa

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