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63° Bollettino Boshi - Maisie Daisie

Scritto in Estratto dal Bollettino


Mi sono guardato l’ultima stagione di Game of Thrones senza avere visto le prime sette e questo mi ha dato il giusto distacco per sopportare le innumerevoli tragedie che si susseguivano nella storia.

Una delle attrici che mi ha colpito di più (c’è da dire che tutto il cast è pazzesco) è Maisie Williams (aka Arya Stark). Negli stessi giorni del finale di GoT l’ho trovata superlativa in queste foto per SSENSE, tutta vestita eclettica e super alla-moda-strana-dei-giovani, con degli strepitosi capelli rosa. Immagina che sforzo dovrà fare per non rimanere imprigionata nel personaggio che l’ha resa celebre. Maisie lo stai facendo bene.

Contemporaneamente ho scoperto che Maisie ha lanciato una iniziativa a Londra chiamata Daisie, una specie di community di creativi, non so bene, ma ha un bellissimo sito (dal punto di vista del design), per cui direi che è una persona con del gusto gusto.

Immagino che sia un po’ come i giocatori di basket NBA, che essendo giovani e milionari vengono corteggiati da sciami di consiglieri finanziari che gli dicono di differenziare gli investimenti, di non spendere tutto in automobili o vestiti e magari aprire una catena di ristoranti o un brand di moda. Maisie ha aperto Daisie e brava lei.

Ma veniamo alla lista più fantasy che esista:

  1. Ho pubblicato un post sul mio blog con una raccolta di grafiche e loghi trovati in una vetrina polverosa di un negozio di modellismo: La grafica del modellismo
  2. Sto iniziando a usare un po’ più seriamente Instagram, ci racconto i retro scena del mio lavoro (mentre accadono! brivido), ispirazioni che trovo in giro, cartelli di negozi, loghi di trattori, le solite cose no? Diciamo che potrebbe essere una versione visiva e più frequente di questo bollettino, per cui magari potrebbe anche piacerti! Per cui se senti che manca un po’ di boshimanismo nella tua vita prova a darci un’occhiata.
  3. Ogni volta che un tuo amico vuole aprire un sito (direi tutti i giorni no?) scommetto che si apre la discussione sul come fare, chi chiamare, come sfangarla a costo zero e con una robina «giusto per andare online» (LOL la fase due dello stesso progetto è venire da me e dirmi «Eh vorrei rifare logo e sito, sì, ma non lo guardare il sito e neanche il logo di adesso, erano solo una cosa per andare online»). Alla fine Wordpress è un po’ macchinoso, ci vuole uno sviluppatore, troppe cose da scegliere, il tema non il tema ecc. Ho scoperto dell’esistenza di Blot che dichiara di essere un CMS (sistema di gestione dei contenuti di un sito) senza interfaccia, in pratica trasforma una cartella in un blog, ci metti dentro dei file e lui li pubblica in automatico. Mi attrae per la sua semplicità radicale. Da provare ($3/mese). Magari se lo provi dimmi come ti trovi.
  4. Sono un grande appassionato di loghi vintage, hanno quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che li rende magici, e quando mi imbatto in una pagina come questa raccolta di vecchi loghi di etichette discografiche muoro.
  5. Atlas of urban expansion è un progetto di alcuni istituti di ricerca di New York per monitorare l’espansione urbana delle città del mondo. Soprattutto, però, ha un bel sito dove puoi cliccare su una città del mondo e vedere un sacco di dati assurdi e interessanti come ad esempio come è cambiata la larghezza media delle strade a Chicago negli ultimi 30 anni e cose del genere. Spoiler: per l’Italia ci sono Palermo e Milano. Visita il sito.
  6. Se anche a te interessano le scale tipografiche e le giuste proporzioni nei testi sulle pagine web (a chi non interessano?), potrebbe piacerti questo bell’articolo Exploring Responsive Type Scales. È un argomento senza fine, quello della giusta gerarchia tra titoli e corpi testo, ogni volta aggiungo un pezzo e mi sembra di avere trovato la ricetta, fino al successivo articolo su Medium…
  7. Vorrei tanto guardare Chernobyl, la nuova serie HBO per la quale tutti stanno urlando al capolavoro, ma non ce la farò mai. Ho visto solo il trailer e mi è salita un’angoscia che non ci stavo dentro. Peccato, perché dev’essere effettivamente molto bella. Una cosa però sono riuscito a captare (ahaha captare, radiazione ahaha, no niente ahaha, mi è di nuovo salita l’angoscia), dicevo, ho letto che hanno usato anche molta cura tipografica nelle scelte grafiche. Hanno usato per il titolo i cartelli un font originale sovietico che sarebbe stata la risposta sovietica al font Futura. Il font di cui parla si chiama Zhurnalnaya Roublennaya e ho scoperto tutto tramite questo tweet di Mitch Goldstein e relativo thread. Puoi scoprirne qualcosa di più sul Futura dei poveri leggendo Zhurnalnaya Roublennaya: A Poor Man’s Futura
  8. Piaciuta molto l’identità visiva del tour 2019 delle Spice Girls, firmato dallo studio Moross.
  9. Vocal type, una foundry indipendente americana sta disegnando un font ispirato ai cartelli di protesta delle manifestazioni americane per i diritti civili dal 1917 agli anni Settanta. Bellissimo no? Certo che sì. Hanno anche una serie di board di Pinterest sull’argomento tipografia e manifestazioni.
  10. Improvvisamente mi sono imbattuto in questo video di un rapper chiamato Speranza e non ci ho capito niente, ma non sono riuscito a smettere di guardarlo.

Questo post risale al 19 giugno 2019



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