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44 Bollettino - Melenso Italiano

Scritto in Estratto dal Bollettino


Scrivo da Torino, da un bar dove ho appena ascoltato «Che fantaaaaastica storia la vitaaaaa» e mi è venuto in mente Guzzanti, e se avremo una bambina poi, la chiameremo roooooma.

Sono venuto in terra sabauda perché domani vado alla WebAppConf 2017, una conferenza di sviluppo frontend (roba di internet) dove parlerà anche Decarola.

Non sarò esattamente nel mio brodo, diciamo così, cioè si parlerà di codice spinto, cose che non farò mai personalmente, ma dal momento che di vocifera che le cose interessanti succedano proprio quando esci dalla tua comfort zone, eccomi qua, fuorissimo, ma a supportare Decarola.

In realtà sono un po' preoccupato perché l'albergo dove risiederò non ispira grande visione imprenditoriale sull'accoglienza, quindi temporeggio, mi sorbisco anche Rewind di Vasco ora. Non so tu, ma io quando c'è musica in un bar cerco di immaginarmi le parole chiave che hanno cercato, quali parole chiave hanno messo come ricerca in Spotify. Qui direi che siamo su «imbarazzo melenso italiano», ma potrei (vorrei) sbagliarmi. Sì le prime canzoni, sì quelle del primo album (ora c'è «Da quando Baggio non gioca più / Non è più domenica» di Cesare).

È tanto che non ti scrivevo perché ho lavorato come un mulo diverse settimane perché oggi apriva FICO, operazione mega gigantesca su cui tutti abbiamo le nostre preziosissime opinioni, ma non è di opinioni che voglio scriverti, piuttosto del fatto che sono stato impegnato a curare, insieme ad ADA comunicazione e due architetti talentuosissimi (Spada + Ziveri), lo spazio dedicato all'aceto balsamico (ora trasmettono NEK «Sei tutto quello che ho»).

Sì, aceto balsamico si scriverebbe Aceto Balsamico di Modena IGP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, ma converrai con me che va bene Free Mandela, ma Free anche a mio cugino.
Il risultato è più o meno questo.

Easy, ne parlerò più dettagliatamente sul sito, con tante foto e tutta la spiegazione. È davvero un gran bel progetto, ma sono di parte.
Mentre lavoravo a palla, però, non ho perso occasione di 'salvarmi per dopo' un sacco di cose interessanti, pensando proprio a te:

  1. Chicago l'ho amata negli anni Novanta perché ci giocava Michael Jordan, poi sapevo che era la città di provenienza di Obama, poi ho scoperto che è la capitale americana della violenza con Chi-Raq di Spike Lee, ma sapevo che è stata anche la città natale della musica house (o era Detroit?), ad ogni modo immagina un giorno lavorativo, una piazza del centro (ce l'hanno un centro le città americane?), ora di pranzo e poi un dj set house a palla. Un sacco di gente che non ti aspetteresti che balla. Bellissimo. Ah prova a guardarlo senza muoverti anche tu (tipo le Fruit Joy senza masticarle).
  2. Il canto incredibile di questo uccellino che si chiama CIUFFOLOTTO COMUNE, ti giuro che non ci credo che ha questo nome. In pratica sembra che gli si possano insegnare fino a tre melodie. No, ma il nome. Che in inglese è bullfinch.
  3. Una Bibbia tutta imbellettata e resa cool, tra l'altro indirizzata dichiaratamente ad un pubblico femminile, con una grafica e una composizione tipografica stupenda, mi ha fatto scoprire tutto un mondo di progetto grafico per 'contenuti spirituali' che non conoscevo.
  4. Una serie di video ben fatti (una web serie?) del MoMA sul come preparano le mostre. Devo ancora vederlo, ma so che sarà stupendo. (ora c'è Pino Daniele, argh! mi viene da cantare! NO!)
  5. Sto un po' studiando lo stile documentario in fotografia negli anni '20 e '30, insomma le cose di August Sander in Germania e Walker Evans in USA ed è davvero meraviglioso. Cercando anche online ho trovato questo fotografo contemporaneo che, non so come, fa sparire i soggetti dalle foto di Sander, affiancandole diventano ancora più potenti.

Questo post risale al 15 novembre 2017



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