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Ispirazione selvatica e dove trovarla

Pubblicato in Metodo Boshi


C’è una misteriosa aura intorno all’ispirazione, e temo che la lascerò inalterata perché sotto sotto, da creativo, mi piace alimentare l’immagine della persona creativa in cima alla scogliera, mentre guarda le onde infrangersi in attesa dell’idea. In realtà sono convinto che siamo tuttз creativз nel momento in cui dobbiamo ‘sfangare la nostra vita’. C’è bisogno di ispirazione anche per risolvere una rendicontazione in Excel, voglio dire.

In questi anni ho provato in molti modi a descrivere l’ispirazione e il rituale per evocarne il sacro spirito, ma ho sempre trovato soluzioni approssimative.

Il mio metodo per trovare ispirazione alla fine è diventato tutt’uno con quello che sono, cioè mi sono talmente aperto per ricevere input che ormai sono una sorta di spugna marina, senza forma né massa. Gli stimoli arrivano dappertutto, dal supermercato alla busta del panettiere, dal logo su uno pneumatico a Instagram.

Dobbiamo diventare una pellicola ad alta sensibilità così che quando guardiamo una serie su Netflix faremo caso anche al dettaglio del biglietto da visita dell’agente immobiliare, o alla grafica dei titoli di coda.

L’altra linea da coltivare è l’apertura verso campi che non sono i nostri, facciamo degli esempi: se di lavoro scriviamo è interessante restare sensibili alle cose visive, e viceversa se ci occupiamo di visual (grafica, foto, illustrazione ecc) diventa utile essere ricettivз verso la parola, scrittura e immagine vanno a braccetto, e le ricette più gustose le prevedono entrambe.

Per registrare queste sollecitazioni utilizzo vari strumenti:

• Scatto delle foto. Sicuramente sono un buon modo, ma finiscono sempre in quel marasma che è il rullino del telefono, pieno di screenshot, foto di Natale e/o del mare.
• Salvo i link usando Raindrop. Molto utile e diverso dal salvare i preferiti nel browser.
• Salvo i post belli su Instagram. Ma poi chi si ricorda di andarli a riaprire quando serve?

Alla fine c’è poco da fare, il metodo migliore per coltivare la creatività è allenare il cosiddetto cervello. È banale ma è così. Ce l’hai sempre con te, è sempre carico, è ad alta definizione, unico problema: reperirci le informazioni proprio quando ti servono! Ma sai cosa è davvero divertente? Che ci penserà lui (o lei, il cervello) a creare associazioni di idee inaspettate (in questo è imbattibile). Tipo che sei alla ricerca di un’idea per una strategia e mentre cammini in città senti un odore di indiano che ti ricorda Berlino e questa cosa ti ricorda quel museo in particolare e quel loro modo di fare comunicazione e boom! Un odore ti ha dato l’idea per una strategia.

Questo intendo quando dico di essere una pellicola ad alta sensibilità ed esporci (aprire l’otturatore) a storie, immagini, suoni, odori. Meglio ancora se provengono da galassie lontane dalla nostra.

Buon viaggio.

Emanuele
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Questo testo l'ho scritto per la newsletter di Nicole Zavagnin.



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