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69° Bollettino - Honey Dijon

Scritto in Estratto dal Bollettino


Resident Advisor è un magazine che parla di musica elettronica, clubbing e tutte quelle cose che fanno le persone ‘giovani’ e ‘alternative’ nelle grandi città. Insieme a Boiler Room, altra realtà che seguo di tanto in tanto, per me sono due punti di riferimento quando voglio ascoltare roba forte o illudermi di essere andato in un locale bizzarro ed intellettualissimo di Londra a sudare insieme agli altri (da qui il nome boiler room).

Non so a te ma la musica influenza il ritmo con cui lavoro, per cui quando quando devo produrre intensamente devo ascoltare qualcosa che mi aumenti il battito cardiaco. Metto su cose come Alive dei Daft Punk che ha addirittura i brani mixati uno dentro l’altro in una specie di medley senza interruzioni. In tutto questo ti parlavo di Boiler room perché sul loro canale YouTube ci sono un numero enorme dj session da un’ora l’una, circa, e sono ideali da mettere come sottofondo della tua sessione cardio.

Qualche settimana fa ho letto che Honey Dijon, una superstar dj tecno house (non sono bravo con i generi, diciamo musica elettronica da ballare), parlava del fatto che il suo live per Boiler Room ha segnato una vera svolta nella sua carriera da DJ, dopo quel live la sua carriera è decollata. Effettivamente se guardi il video di quella sessione ti rendi conto di come non riesci a stare fermo e ad ammirare una persona che performa live davanti a tutte quelle persone semplicemente mettendo dei brani che ha raccolto negli anni, mettendoli nella giusta successione in un crescendo irresistibile, girando manopole, miscelandoli uno nell’altro. Ci pensi se sbagli qualcosa in quel contesto? Vado giù di testa solo a immaginarlo. Invece lei no, esegue impeccabilmente, e triplica la mia produttività anche solo ascoltandola da remoto nel mio studio a mesi di distanza. Tra l’altro il primo commento sotto al video di YouTube è un di un tipo (tale Justin Leaphart, lo voglio citare) che si è preso la briga di scrivere tutta la trackist (grazie Justin).

Diciamo che questa bomba potrebbe già essere sufficiente per tutto il bollettino. Senti come suona? L’hai messo di sottofondo? Senti che roba! Ok aspetto che lo tu lo metta.

Ma ti parlavo anche di Resident Advisor, tramite loro ho scoperto dell’esistenza dei listening bars, un fenomeno nato in Giappone e che RA ha documentato con dei bellissimi video (guarda sti video è un po’ come viaggiare no? MA SENZA EMETTERE CO2!). Sono dei luoghi a metà fra un normale bar e un club, dove però il focus è ascoltare musica (registrata). C’è un dj che sceglie magari un album e magari lo si ascolta per intero. Certo si può parlare, ma a bassa voce. Si va lì per ascoltare (e bere). Nota nei video che meraviglia di impianti stereo che hanno, la qualità del suono dev’essere pazzesca. È un po’ come andare al cinema, ma per la musica. Ne hanno aperto anche un paio a Barcellona, sarei troppo curioso di provarli.
Inoltre:

  1. Ho visto Reject false icons, un bellissimo documentario sui Gorillaz in tre puntate. Non pensavo ci suonassero tutte ste persone. Stilosissimi i disegni.
  2. Sto iniziando a ‘consumare contenuti’ su TikTok e, superato lo shock iniziale, ho cominciato a scovare robe interessanti. Uno di questi è il giovane @raffo.99k, un tizio che come format racconta ricette a noi adolescenti appena usciti da scuola. Bravissimo.
  3. Pentagram ha ridisegnato l’identità visiva di Fisher-Price e ho pianto dal primo all’ultimo pezzo di questo lavoro. Chiudo baracca.
  4. Molto interessanti le linee guida per la comunicazione interna che Basecamp (il tool che utilizzo felicemente da più di dieci anni per gestire la comunicazione sui progetti in corso con clienti e team di lavoro) ha reso pubbliche (che amori).
  5. Che meraviglia il sito Who Sampled, sul quale ho perso ore e ore a scoprire gli originali di tutti i campionamenti delle mie canzoni rap preferite. Ad esempio qui tutti i sample presenti in Black sunday dei Cypress hill oppure le canzoni campionate in più di 50 pezzi
  6. L’eleganza del sito che Prince Harry e Meghan Markle si sono fatti per avere uno spazio web proprio, dal momento che la stampa non sembra trattarli bene
  7. Pazesque il logo Gucci remixato da un bimbo di cinque anni che Gucci ha usato come visual per la nuova collezione (se ho capito bene). Bellissimo da lacrime secondo me. Da qualche parte ho visto anche l’invito alla sfilata che ricorda un invito ad una festa di compleanno di bimbi, ma di cento anni fa.
  8. Mi sono riguardato, non chiedermi perché, il lancio del primo iPhone nel 2007, ti giuro sembra la preistoria.

Questo post risale al 15 gennaio 2020



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