I commenti scatenati da Lord Brummel con il suo cosiddetto intervento Aipod (con annesso ragazzino) mi spinge a fare dei commenti di carattere generale.

Non credo che il Brummel abbia bisogno di essere difeso perché può benissimo farlo da solo. È interessante notare che, al di là della positività o negatività dei commenti ricevuti (e quasi sicuramente da lettori che potrebbero essere miei figli) è la natura formale degli stessi a provocare il mio dissenso.

Innanzitutto mi sembra emblematico che critica o plaude resti nell’anonimato. Lo so, è un vecchio problema questo, ma per questioni di eleganza mentale qualsiasi critica o lode anonima per me perde di significato e di forza.

Anonimo e cioè senza nome, senza identità. Dopo i non luoghi si fanno vivi i loro abitanti: le non persone. Inoltre, poiché sono più interessato al linguaggio che allo sberleffo di questi anonimi non esseri, noto che la loro giovane età li porta ad usare termini e deformazioni di termini ripescati dal politichese degli anni ’60 e ’70 (io c’ero): matusa e borghese. Interessante anche la deformazione “mischia”. Intrigante la reificazione “minerve”.

In ogni caso anche dall’immondizia si ricava energia e la certezza che i lettori dello stimatissimo Lord siano tutti proletari, antiborghesi e colorati (come gli indiani metropolitani del ’77) renderà più tranquilli i miei sonni di vecchio.

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