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Gran Torino

Scritto in Archivio storico, Visioni d’oltremanica


di Alessandro Tampieri



Ho visto questo film prima di tornare in Italia. Premetto che amo Clint Eastwood sia come regista che come attore. Mi è piaciuto molto, forse sono ancora a caldo per un giudizio oggettivo, e forse dovrei far parlare chi capisce di cinema. Se non lo avete visto, smettete di leggere ora. Il film a cui è principalmente collegato è Gli spietati, io l'ho letto come una sorta di superamento. L'individuo 'che si fa giustizia da solo', che nasce credo con John Ford, compie la sua svolta definitiva all'interno del paradigma americano. Il nuovo eroe non è meno forte, moralmente è più forte di prima perchè rispetta le regole, moralmente continua a difendere la libertà, concetto forse usato per giustificare politiche controverse, ma comunque fondamento del pensiero occidentale di cui l'America è l'araldo. Il protagonista è il simbolo della nuova America che deve venire, consapevole di cosa comporta il potere, disgustata dalla sua passata violenza, con ancora la volontà di essere 'Imperatrice', integerrima nel difendere i suoi principi, scorbutica ma alla fine disposta a comprendere chi non le è simile, arrivando a sacrificarsi per costoro.

Questo post risale al 28 marzo 2009



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