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Musica e realtà

Scritto in Spettri musicali


di Pasquale Pignalosa



La musica interagisce con la realtà? Di certo non cambia il mondo ma ne registra l'umore, nei suoi esempi più alti, e si fa spesso compagna di viaggio o vessillo o anestetico nelle situazioni di vita più dure o degradate. E sempre, nelle sue forme più massificate, diventa insolente merce, marchio generazionale o inno o canzonaccia da intonare mentre il branco si avvia a punire chissà chi.

La musica è nella realtà, nella sua totalità, dalla doccia del mattino ai campi di battaglia.

Roba d'altri tempi la guerra civile spagnola (1936-1939) che portò al potere il caudillo Francisco Franco e generò una delle più lunghe dittature del XX secolo, conclusasi con la sua morte nel 1975.

Ma non se ne parla mai, solo Stalin da una parte e Hitler e Mussolini dall'altra. Un po' come la ridicola contrapposizione Schonberg-Stravinsky voluta da Adorno.

Una canzone popolare Venga jaleo diventò, in quei tempi bui, la canzone del Quinto regimiento, diventato famoso a causa della sua alta formazione militare e la coesione dei suoi membri. Il numero di arruolati crebbe rapidamente , passando da 6.000 a 20.000 in pochi mesi. La milizia del Quinto regimiento, soprannominato il Reggimento di ferro, veniva mandata quasi sempre in prima linea e nelle principali azioni all'inizio della guerra civile spagnola per evitare il crollo della capitale repubblicana, Madrid, Venga jaleo utilizza due temi popolari, la musica di El Vito e il ritornello di Los contrabandistas de Ronda (Anda Jaleo).

Questa canzone di lotta è stata cantata da folk singers di tutto il mondo fino ad epoche abbastanza recenti, assurgendo a classico della musica popolare e antifascista. Insomma, la conoscono tutti, chi la ama e chi la odia, dipende da che parte sei schierato.

Intermezzo

Joseph Kosuth, Quoted ("Is that a quotation, I asked..." Borges), 1992, silkscreen (photographer: Susanne Ullerich)

"È una citazione?"
"Certo. Le citazioni sono tutto ciò che abbiamo ora. Il linguaggio è un sistema di citazioni". (J.L. Borges)
"Il bello è difficile". (E. Pound)

Ripresa

Nel 1969 il contrabbassista e compositore Charlie Haden riunisce una big band di virtuosi, la Liberation Music Orchestra assemblando, per la etichetta Impulse!, un programma di grande interesse stimolato dall'ascolto delle canzoni della Guerra Civile Spagnola.

Trent'anni dopo quel conflitto, alla fine di un decennio radicale e beat per gli Stati Uniti.

Un anno dopo i moti sessantottini europei.

Un'epoca di grandi fermenti e l'album di Haden testimonia del senso della storia e della lotta politica come meditazione su fatti che, 40 anni fa, ancora incidevano sul presente, quasi a voler dire che la storia dell'oppressione non è legata a un tempo o ad una data ma fa parte del lato oscuro dell'umanità da sempre e forse per sempre.

Non poteva mancare quindi El Quinto Regimiento. Ma la musica, che accompagna chi lotta e chi soffre, è pur sempre un'esperienza e un prodotto estetico. Non cambia il mondo, che va avanti secondo le azioni degli uomini, ma sopravvive nella sua bellezza e nella sua trascendente neutralità.

Coda

Nel 1961 John Coltrane licenzia per l'etichetta Atlantic l'album Olé Coltrane. In quell'epoca Coltrane è già un musicista importante che scalpita per affermare la centralità della sua musica come leader, anche spirituale, della comunità afroamericana. Ha già registrato il fondamentale Africa/Brass quando, dopo due giorni, rientra in studio per Olé Coltrane. E il brano omonimo, che apre il disco, altro non è che un'esplosione modale sul tema di Venga Jaleo, ossia El Quinto Regimiento. Contrariamente a quanto suonato dalla Liberation Music Orchestra di Haden, che tende a ricreare un suono bandistico retrò e tipicamente popolare, il settetto di Coltrane riduce la bella melodia a pretesto per improvvisazioni e lunghi excursus modali che, dopo gli a solo di Dolphy (flauto), Hubbard (tromba), McCoy Tyner (pianoforte) e lo stesso leader al sax soprano, conducono ad un sensazionale duetto dei contrabbassisti Reggie Workman e Art Davis.

Insolita la formazione dell' ensemble (due contrabbassisti), implacabile il trattamento del semplice materiale di partenza con improvvisazioni/ricreazioni così come in My Favorite Things (Atlantic 1961), in una allucinatoria sequenza che sfocia nella ripresa del tema popolare.
Ma la guerra di Spagna non c'entra più nulla. È solo l'apoteosi del linguaggio avveniristico di Coltrane in piena espansione e sedimentazione.

Finale

Francisco Franco è morto nel 1975, Charlie Haden ha riunito la Liberation Music Orchestra nel 2005 (Not in our name, Verve records) con intenti assai meno rivoluzionari. La musica di John Coltrane, compreso quella di Olé, continua a brillare nella sua monumentale grandezza e complessità. La storia della tirannia e del soprruso genererà forse nuove canzoni di rivolta, ma difficilmente lasceranno il segno nell'era della comunicazione globale.

Si vedano i seguenti dischi

Questo post risale al 11 gennaio 2009



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Fantastico, ti posso proporre Nau 2009 eghein di 4339 giorni fa

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