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Printemps

Scritto in Archivio storico, Retrogusto

di Pasquale Pignalosa



La primavera tarda a venire. Questo piatto è dedicato sempre alla stessa ignara persona. Da vecchi si ritorna ragazzini? Di questi tempi le seppie nostrane (dell'Adriatico), belle e freschissime, si avvicinano alla riva e a pochi soldi si trovano sui banchi dei pescivendoli. Una seppia così è completa di tutto ciò che la natura gli ha donato e quindi per le solite due persone ne occorre una da mezzo chilo. Per pulirla occorrono circa venti minuti. Se non siete capaci fatelo fare al pescivendolo oppure arrendetevi e comprate le seppie decongelate che provengono da chissà dove. In una padella capiente mettete a freddo 250-300 gr. di seppia pulita tagliata a striscioline, uno spicchio di aglio, due cucchiai di olio extravergine. Coprite a filo con acqua e un po' di vino bianco. Incoperchiate e fate cuocere per circa 15 minuti. Quindi aggiungete dei pomodori pelati di grande qualità (ne esistono) e fate cuocere altri cinque o sei minuti. Poi controllate la cottura della seppia e la quantità di liquido rimasto. Se ce n'è troppo continuate a cuocere senza coperchio. Quando il liquido residuo sarà diventato un sugo, aggiustate di sale, peperoncino qualche oliva taggiasca, mescolate e spegnete il fuoco. In un'altra padella capiente versate un paio di cucchiai di olio e tostate 200 gr. di cous cous precotto, così come si fa per il risotto. Spegnete la fiamma, e versate qualche mestolo di brodo vegetale finché il cous cous ne assorbe. Spadellate il prodotto su un bel piatto e sgranatelo con una forchetta. Poi formate una bella ciambella di cous cous al centro del quale inserirete il ragù di seppia e mangiatelo con gusto. Per fare bella figura si può impiattare il tutto in porzioni singole. Beveteci sopra quello che vi pare, ma non l'acqua. È primavera...

Questo post risale al 30 aprile 2009



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